Il presidente americano Joe Biden, 78 anni, è entrato in carica il 20 gennaio scorso
Il presidente americano Joe Biden, 78 anni, è entrato in carica il 20 gennaio scorso
di Giampaolo Pioli È la grande campagna di primavera. I ragazzini di 16 anni hanno iniziato a vaccinarsi ieri in tutti gli Stati Uniti. Il presidente Biden annuncia che entro il 19 aprile "saranno dichiarati vaccinabili tutti gli americani". La tabella di marcia delle somministrazioni procede sempre più rapida in Usa e si inaugurano decine di migliaia di posti aperti 24 ore al giorno. Più di 62 milioni di persone sono già state sottoposte alla vaccinazione completa. I 200 milioni di dosi da somministrare nei primi 100 giorni della sua presidenza verranno ampiamente superati. Ma per ora è una vittoria sospesa. "E...

di Giampaolo Pioli

È la grande campagna di primavera. I ragazzini di 16 anni hanno iniziato a vaccinarsi ieri in tutti gli Stati Uniti. Il presidente Biden annuncia che entro il 19 aprile "saranno dichiarati vaccinabili tutti gli americani". La tabella di marcia delle somministrazioni procede sempre più rapida in Usa e si inaugurano decine di migliaia di posti aperti 24 ore al giorno. Più di 62 milioni di persone sono già state sottoposte alla vaccinazione completa. I 200 milioni di dosi da somministrare nei primi 100 giorni della sua presidenza verranno ampiamente superati.

Ma per ora è una vittoria sospesa. "E quando avremo finito con gli americani – dice il presidente Biden – daremo le dosi rimaste agli altri Paesi che ne hanno bisogno". Anche l’Italia spera nei prossimi 2 mesi in un più robusto aiuto americano che misurerà anche il peso della nostra alleanza storica. Ma ci sono rischi ancora dietro l’angolo e Biden insieme al virologo prof Fauci continuano a predicare prudenza mentre la Casa Bianca lancia un concorso a premio di 500mila dollari per un prototipo di mascherina da produrre in tempi velocissimi e con margini di protezione molto più alti di quelli attuali. "Non chiederemo niente in cambio – dice il segretario di stato Blinken – ma stiamo valutando diverse opzioni per garantire un accesso equo di vaccini Covax al resto del mondo". L’America ha addirittura nominato un vera ’zarina’ del coordinamento all’estero. Gayle Smith, che già seguiva la campagna sulla sicurezza sanitaria lanciata dal movimento One sostenuta da Bono degli U2, e reduce dall’amministrazione Obama. Avrà un ufficio alla Casa Bianca per monitorare la distribuzione le forniture e la produzione a livello globale, come se fosse una macchina da guerra.

Molti Paesi europei sperano in un grande supporto Usa, ma Gayle Smith è una specialista dell’Africa e dei Paesi in via di sviluppo e siccome il vaccino sta assumendo una valenza sempre più politica data la sua scarsità generale al di fuori delle grandi potenze sicuramente anche le fiale di Moderna, Pfizer o Johnson & Jonhson, magari con AstraZeneca, serviranno anche a contenere sul piano geopolitico le astute e non disinteressate offerte di aiuti di Cina e Russia pronte a farsi pagare in materie prime.

Anche se il vantaggio nelle vaccinazioni americane è rilevante e col passare delle settimane i No vax stanno calando, Biden e il suo gigantesco team medico invitano a non sottovalutare la crescita di nuovi contagi e delle varianti che continuano a svilupparsi con grande pericolosità. Se da un lato cala il numero dei morti in certi Stati sale il numero di ricoverati nelle terapie intensive, mentre il livello dei contagi va a colpire in modo sproporzionato quelle aree che continuano a praticare la mascherina come un optional. "La guerra contro il virus non è ancora finita e resta ancora molta strada da percorrere", ammonisce Biden rimproverando tutti quei governatori che hanno allentato le restrizioni, eliminato l’obbligo di mascherina. Come il Texas che ha aperto anche gli stadi dando accesso a più di 40mila persone con l’unico obbligo di coprirsi il volto.