Con quella faccia un po’ così, che sfrutta l’effetto ‘cucciolo’ per farsi amare da chiunque, il piccolo robot umanoide iCub creato da IIT sfonda un altro record: per la prima volta al mondo entra in una struttura riabilitativa per prendere parte a un trattamento sperimentale nell’ambito di una ricerca sui disturbi dello spettro autistico. Nei prossimi mesi, il team Social Cognition in Human-robot Interaction di IIT guidato dalla ricercatrice Agnieszka Wykowska lavorerà insieme all’équipe riabilitativa del Centro Boggiano Pico di Genova, specializzato nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo dell’Opera Don Orione, per testare l’efficacia dell’utilizzo del robot nel trattamento di bambini autistici direttamente in un contesto ambulatoriale. Il disturbo dello spettro autistico è una sindrome complessa che esordisce in età evolutiva e che colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. In Italia, sono almeno 600 mila le famiglie, interessate dall’autismo. Dei 435 mila nuovi nati nel nostro paese nel 2020, più di 4 mila soggetti potrebbero avere una diagnosi con spettro autistico nel corso dell’età evolutiva.