In diversi quartieri della Capitale sono comparsi manifesti per ricordare il capo degli ultras della Lazio, Fabrizio Piscitelli – conosciuto come Diabolik – ucciso il 7 agosto 2019 al parco degli Acquedotti di Roma (in foto). Piscitelli venne freddato con un colpo alla testa da un uomo in tenuta da runner. Prima della sua morte, il capo ultras rimase coinvolto in due procedimenti penali: uno per tentata estorsione ai danni del presidente della Lazio Lotito, per la quale nel 2015 venne condannato, l’altro sul maxi giro di spaccio di droga che si concluse con una condanna a 4 anni e 6 mesi. Pena che Piscitelli aveva finito di scontare da un paio di anni quando venne ucciso.

A due anni il delitto è ancora irrisolto. Il fascicolo aperto è per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Quella di Piscitelli, secondo gli inquirenti ’signore della droga’, sarebbe stata un’esecuzione compiuta da un killer esperto, un "professionista". Un settimanale pochi giorni fa ha raccontato che il killer di “Diabolik”, un albanese, sarebbe morto nel suo Paese di origine. "Siamo sconvolti e confusi", ha detto la sorella di Fabrizio, Angela.

red. int.