La polizia in via Manin, a Sassuolo. Sotto, la madre dei tre figli, Elisa Mulas, 43 anni, ammazzata come il resto dei familiari dal compagno Nabil Dahir, 38 anni
La polizia in via Manin, a Sassuolo. Sotto, la madre dei tre figli, Elisa Mulas, 43 anni, ammazzata come il resto dei familiari dal compagno Nabil Dahir, 38 anni
"I bambini no, ti prego". Sono di una preghiera, di una supplica, le parole udite dai vicini ieri pomeriggio a Sassuolo prima che, tra le 15 e le 16, in via Manin, una breve passeggiata dal centro, fosse varcata la porta dell’inferno. Cinque morti, tra loro due bambini di due e cinque anni. Quattro vittime, oltre all’omicida-suicida, ammazzate mentre a letto un anziano di 97 anni diventava un testimone probabilmente inconsapevole. È Nabil Dahir, 38 anni, commesso di un supermercato, l’uomo che ha impugnato l’arma bianca perchè, pare, non accettava la fine della relazione con Elisa Mulas, 43 anni, dalla quale aveva avuto i due figli; un mese fa lei lo aveva lasciato. Sarebbe proprio questo il movente che ha portato alla strage nella quale è rimasta uccisa...

"I bambini no, ti prego". Sono di una preghiera, di una supplica, le parole udite dai vicini ieri pomeriggio a Sassuolo prima che, tra le 15 e le 16, in via Manin, una breve passeggiata dal centro, fosse varcata la porta dell’inferno. Cinque morti, tra loro due bambini di due e cinque anni. Quattro vittime, oltre all’omicida-suicida, ammazzate mentre a letto un anziano di 97 anni diventava un testimone probabilmente inconsapevole. È Nabil Dahir, 38 anni, commesso di un supermercato, l’uomo che ha impugnato l’arma bianca perchè, pare, non accettava la fine della relazione con Elisa Mulas, 43 anni, dalla quale aveva avuto i due figli; un mese fa lei lo aveva lasciato. Sarebbe proprio questo il movente che ha portato alla strage nella quale è rimasta uccisa anche la suocera Simonetta Fontana, 64 anni. Strage avvenuta il giorno dopo un altro delitto in famiglia, a Modena, dove il figlio ha ucciso la madre.

I fatti: nel primo pomeriggio in una scuola della zona è scattata preoccupazione nelle insegnanti perché nessuno era andato a prendere una bambina di 11 anni. Si tratta della figlia maggiore di Elisa Mulas, avuta in un precedente matrimonio. A quel punto la segnalazione sarebbe giunta a un parente stretto della donna, pare il fratello, che andando ad aprire la porta dell’appartamento di sua mamma, ovvero della 64enne Simonetta, ha scoperto i corpi martoriati. Il delitto si è infatti consumato nell’abitazione della suocera dell’omicida, questo perché Elisa Mulas aveva deciso di trasferirsi a casa della madre proprio dopo aver deciso di lasciare il compagno tunisino Nabil Dahir.

Immediatamente, alla scoperta dei cadaveri, la polizia di Stato intervenuta con gli uomini della Squadra mobile e la polizia locale di Sassuolo hanno interdetto la via della tragedia. Troppo grande, però, l’accaduto perché potesse restare chiuso tra le quattro mura dell’appartamento nella palazzina di via Manin.

Ben presto la voce di quanto accaduto ha iniziato a circolare nel quartiere ed è proprio per questo che amici e conoscenti di Elisa si sono recati nella zona dell’omicidio fornendo una versione dei fatti che, ovviamente al vaglio degli inquirenti, descrive una violenza inaudita scatenata dal rifiuto della fine della relazione. Più in particolare, è stata Patrizia, confidente di Elisa, a esporre un particolare che, se confermato, dimostrerebbe la premeditazione e sarebbe la chiave di volta nel tentativo di ricostruzione dell’intera tragedia.

"Due settimane fa ho visto Elisa e lei mi ha parlato delle minacce ricevute da lui, non solo, Elisa mi ha fatto ascoltare un audio che lei stessa aveva registrato col telefonino nel quale si sentiva la voce dell’uomo che la minacciava arrivando a dire ’ti uccido’". Mentre la scientifica completava accertamenti durati diverse ore, alla presenza del pubblico ministero, altre testimonianze andavano confermando quanto appena scritto: Nabil avrebbe sterminato la famiglia accecato dal rancore.

Prima di presentarsi in via Manin e di farsi aprire la porta dalla suocera, l’omicida-suicida si sarebbe recato in un vicino bar per acquistare due dolcetti di cioccolato presumibilmente poi consegnati ai figli prima di accoltellarli.

Resta da chiarire se l’uomo si sia effettivamente tolto la vita o se sia deceduto a seguito di una coltellata che la donna gli avrebbe inferto rispondendo all’aggressione. Quest’ultima dinamica nel corso delle ore è andata via via affievolendosi.

Al momento sembra che quanto accaduto non sia da inserirsi in un contesto di difficoltà economiche, dato che sia l’uomo, dipendente di un supermercato di Sassuolo, che la donna, che faceva pulizie, riuscivano a mantenere la famiglia. Ma sono tutti elementi che andranno chiariti e soltanto nelle prossime ore quando l’intera Sassuolo si risveglierà sotto choc.

Francesco Vecchi

Gianpaolo Annese

Valentina Reggiani