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22 mag 2022

Trent’anni fa Falcone, morto perché fu lasciato solo

22 mag 2022
matteo
Cronaca

Matteo

Massi

Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. Così, tutto di un fiato, trent’anni dopo. Giovanni Falcone dettò queste parole a Marcelle Padovani, giornalista francese. Da quelle conversazioni-interviste nacque “Cose di Cosa Nostra“. La prima edizione del libro è del 1991, un anno dopo Falcone sarebbe stato ammazzato nella strage di Capaci con sua moglie, Francesca Morvillo, e tre agenti di scorta. Quando “Cose di Cosa Nostra“ fu ripubblicato subito dopo la strage quelle frasi iniziali così preveggenti su quella che sarebbe stata la sua fine, furono inserite nella fascetta che avvolgeva il libro.

Leggerle a tredici anni e ripensare al cratere di Capaci (immagini così forti noi adolescenti le avevamo viste prima solo nei film) significa imprimerle (per sempre) nella mente. E ancora trent’anni dopo Capaci, quella sequenza di frasi che poi delineano chiaramente a cosa è andato incontro a Falcone, riesco a scriverla senza che ci sia bisogno di un ausilio tecnico-digitale.

L’altro giorno la Fondazione Falcone ha presentato un sondaggio, commissionato a Ipsos, da cui viene fuori che per due italiani su tre Falcone fu un eroe lasciato solo: abbandonato dalla politica per il 71% e dalla magistratura per il 75%.

Ilio Mannucci Pacini, presidente della Corte d’Assise di Milano, e Livio Crescenzi invece hanno raccolto le audizioni di Falcone e Borsellino davanti al Csm.

In quegli anni in cui il pool antimafia (dopo l’addio di Antonino Caponnetto) era stato messo pesantemente sotto accusa. Con Falcone che si ritrovò la strada sbarrata per la guida dell’Ufficio Istruzione di Palermo proprio dal Csm. Poi venne Capaci e Falcone diventò un eroe per tutti. Anche per quelli che l’avevano prima osteggiato. Ma non va dimenticato – trent’anni dopo – che anche questo è stato (e non con la s maiuscola) in quella stagione: isolato dai suoi stessi colleghi.

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