Sarà siglato solo giovedì prossimo, a Roma, dal premier Mario Draghi e dal presidente francese Emmanuel Macron (foto), ma il cosiddetto Trattato del Quirinale è già terreno di scontro politico. Fratelli d’Italia e Lega attaccano il governo, denunciando che il Parlamento ne è finora rimasto all’oscuro....

Sarà siglato solo giovedì prossimo, a Roma, dal premier Mario Draghi e dal presidente francese Emmanuel Macron (foto), ma il cosiddetto Trattato del Quirinale è già terreno di scontro politico. Fratelli d’Italia e Lega attaccano il governo, denunciando che il Parlamento ne è finora rimasto all’oscuro. "Solo a noi appare scandaloso che un accordo di questa portata sia firmato di soppiatto senza una discussione parlamentare, senza un dibattito politico e nel totale silenzio dei grandi media?", si chiede Giorgia Meloni, pur definendo quello che rafforzerà la cooperazione bilaterale tra Italia e Francia "un accordo importante". Mentre il leghista Claudio Borghi ha presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Per Piero Fassino, presidente della Commissione Esteri della Camera, si tratta tuttavia di "un’obiezione senza senso perché dal punto di vista formale e costituzionale qualsiasi Trattato vine sottoposto alla ratifica del Parlamento solo dopo la firma dell’accordo".

Dei dettagli del contenuto del Trattato si sa ancora poco. Ma dalle dichiarazioni di chi ha visto il documento (che dovrebbe essere di circa 14 pagine) e dagli annunci ufficiali si sa che il Trattato del Quirinale rafforzerà la fiducia tra i due Paesi e renderà le relazioni italo-francesi più sistematiche, strutturate e convergenti su temi di "politica europea ed estera, di sicurezza e di difesa, di politica migratoria, di economia, di scuola, ricerca, cultura e cooperazione transfrontaliera".