di Deborah Bonetti Sale il livello di allerta terroristica in Gran Bretagna dopo l’attentato di domenica a Liverpool, in cui un uomo di origini mediorientali, Emad Al Swealmeen (32 nni) ha fatto scoppiare un ordigno in un taxi, fuori dall’ospedale delle donne della città. Quattro gli arrestati finora, tutti uomini dai 18 ai 29 anni, che ora sono sotto interrogatorio. La polizia ieri ha confermato che l’incidente è di stampo terroristico. Questo segue l’attentato di un mese fa contro il parlamentare conservatore Sir David Amess, un politico serio e...

di Deborah Bonetti

Sale il livello di allerta terroristica in Gran Bretagna dopo l’attentato di domenica a Liverpool, in cui un uomo di origini mediorientali, Emad Al Swealmeen (32 nni) ha fatto scoppiare un ordigno in un taxi, fuori dall’ospedale delle donne della città. Quattro gli arrestati finora, tutti uomini dai 18 ai 29 anni, che ora sono sotto interrogatorio. La polizia ieri ha confermato che l’incidente è di stampo terroristico. Questo segue l’attentato di un mese fa contro il parlamentare conservatore Sir David Amess, un politico serio e molto amato, massacrato a coltellate durante uno dei suoi periodici incontri con gli elettori nel suo seggio di Southend-on-Sea (vicino alla foce del Tamigi). Anche quella volta, l’attentatore era di origini mediorientali.

Secondo un collega del tassista, che si è salvato per miracolo, l’obiettivo della bomba fai-da-te sarebbe stato la parata per il giorno della rimembranza, che portava alla cattedrale anglicana di Liverpool. Domenica la processione contava più di 1.200 persone per le celebrazioni di Remembrance Sunday – l’appuntamento annuale in cui l’Inghilterra ricorda i caduti di tutte le guerre (in particolare quelle della prima e seconda guerra mondiale). Ma il traffico congestionato e il blocco delle strade su cui sfilava la processione, avrebbero fatto cambiare target all’attentatore che avrebbe quindi diretto il tassista verso l’ospedale. Lo scoppio è avvenuto pochi minuti prima delle 11, quando l’intero paese normalmente si ferma per osservare un minuto di silenzio, ma è grazie al tassista che si sarebbe evitata la strage.

Secondo le prime ricostruzioni, David Perry di 45 anni, avrebbe intuito le intenzioni del suo passeggero, e lo avrebbe imprigionato nel taxi bloccando gli sportelli. La bomba, che il capo dell’antiterrorismo di Liverpool Russ Jackson, conferma essere stata di confezione domestica, è quindi scoppiata nel taxi invece che all’interno dell’ospedale. Perry, che ha passato la notte in ospedale ma è ora tornato a casa praticamente illeso, è stato definito un eroe dalla sindaca di Liverpool, Joanne Anderson, che lo ha ringraziato a nome di tutta la città: "È stato eroico. È grazie a lui che abbiamo evitato il disastro in ospedale". Anche il primo ministro Boris Johnson si è complimentato con Perry, per "i nervi saldi e la mente lucida", che lo hanno portato a salvare la situazione.

Il terrorista è morto dopo che il taxi è stato avviluppato dalle fiamme, nonostante diversi sforzi siano stati fatti per tirarlo fuori in tempo. Pare che l’uomo non fosse conosciuto alle autorità e tantomeno ai servizi segreti, cosa che porterebbe a speculare sul fatto che fosse un altro "lupo solitario", proprio come l’attentatore di Amess. Boris Johnson ieri ha avvertito il paese di rimanere "in guardia".