Sopra il ministro Patrizio Bianchi, 68anni.Sotto piccoli alunni in classe che seguono la lezione della maestra
Sopra il ministro Patrizio Bianchi, 68anni.Sotto piccoli alunni in classe che seguono la lezione della maestra
di Veronica Passeri Riaprire in presenza scuole di infanzia, elementari e prima media subito dopo Pasqua con una campagna a tappeto di screening del Covid-19. Non solo: riportare in classe nelle settimane successive anche gli ultimi due anni delle medie e le superiori. Anche in zona rossa. È questo l’obiettivo a cui punta il governo e sul quale in questi giorni sta lavorando il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi insieme al suo staff. La "forte volontà" del ministro è riportare i ragazzi a scuola, almeno una parte di loro, dal giorno successivo alla scadenza dell’ultimo Dpcm, il 6 aprile. Lo step...

di Veronica Passeri

Riaprire in presenza scuole di infanzia, elementari e prima media subito dopo Pasqua con una campagna a tappeto di screening del Covid-19. Non solo: riportare in classe nelle settimane successive anche gli ultimi due anni delle medie e le superiori. Anche in zona rossa.

È questo l’obiettivo a cui punta il governo e sul quale in questi giorni sta lavorando il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi insieme al suo staff. La "forte volontà" del ministro è riportare i ragazzi a scuola, almeno una parte di loro, dal giorno successivo alla scadenza dell’ultimo Dpcm, il 6 aprile.

Lo step successivo è fare in modo che le scuole restino aperte a prescindere dall’alternanza di colori delle Regioni in base ai contagi da coronavirus. Ma come fare a realizzare tutto questo e con quali risorse? L’idea allo studio, di cui si è parlato nel corso dell’ultima riunione a Palazzo Chigi, è quella di una campagna a tappeto di tamponi per il rientro in classe, insieme a uno screening periodico tra personale scolastico e studenti.

La proposta è all’attenzione della struttura commissariale dell’emergenza, guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo, perché bisognerà capire quanto sia realizzabile e in che modalità.

Innanzitutto chi dovrà fare questi test: in prima battuta le Asl, con medici e infermieri da mandare nelle scuole, ma con la possibilità di un aiuto della Protezione civile. Qualcuno ha fatto anche l’ipotesi di un coinvolgimento dell’esercito ma appare più remota. Inoltre, si dovrà decidere a quale strumento ricorrere se ai test rapidi o ai tamponi salivari (meno invasivi e dunque più adatti per i piccoli della fascia 0-6 anni), come sollecitato ad esempio dal sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, che ha fatto riferimento a quanto già avviene in Francia.

Ma sui test salivari, laddove sono stati utilizzati su larga scala, si è registrato il problema dei falsi positivi. I test agli studenti non sarebbero vincolanti per la riapertura delle scuole dopo Pasqua ma sarebbero una misura per monitorare la situazione e laddove siano accertati casi di positività si dovrebbe procedere con il tampone molecolare per tutta la classe.

Intanto nel Lazio, le scuole potrebbero riaprire già da lunedì prossimo ammesso che i dati epidemiologici che oggi saranno diffusi facciano tornare la regione in zona arancione. Oggi Cobas e No Dad scenderanno in piazza Montecitorio, con un presidio statico, per uno "sciopero sociale e dell’astensione dalla Dad".

I manifestanti chiedono "di garantire la riapertura della scuola in presenza per ogni ordine e grado e in ogni regione, non oltre il 7 aprile", ma anche di destinare la quota parte del Recovery Fund dedicata alla scuola per il rilancio di quella pubblica "attraverso interventi urgenti come la riduzione del numero di alunni per classe (fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive), l’assunzione di docenti e Ata, la stabilizzazione dei precari e l’adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi".