Intanto, la sintesi programmatica dopo le indicazioni delle forze politiche. Un perimetro che potrebbe chiarire l’orizzonte temporale dell’esecutivo e la natura della squadra. Che è il nodo più tormentato con pochissime certezze. Come quella che dovrebbe vedere Di Maio conservare il dicastero degli Esteri (altrimenti Elisabetta Belloni, oggi direttore generale della Farnesina) e se ai grillini dovesse arrivare anche un’altra casella i nomi sarebbero quelli di Stefano Patuanelli o Stefano Buffagni....

Intanto, la sintesi programmatica dopo le indicazioni delle forze politiche. Un perimetro che potrebbe chiarire l’orizzonte temporale dell’esecutivo e la natura della squadra. Che è il nodo più tormentato con pochissime certezze. Come quella che dovrebbe vedere Di Maio conservare il dicastero degli Esteri (altrimenti Elisabetta Belloni, oggi direttore generale della Farnesina) e se ai grillini dovesse arrivare anche un’altra casella i nomi sarebbero quelli di Stefano Patuanelli o Stefano Buffagni. Per Forza Italia il nome più accreditato è quello di Antonio Tajani agli Affari Europei, mentre sul fronte Lega il più gettonato è il nome di Giancarlo Giorgetti (o al Mise o ai Rapporti con il Parlamento), ma cresce anche quello di Giulia Bongiorno alla PA. E se Leu dovesse entrare nel governo, allora sarebbe confermato Roberto Speranza alla Salute, diversamente in quel dicastero dovrebbe andare l’attuale viceministro Pierpaolo Sileri, come ‘tecnico di area’ grillina.

Dario Franceschini potrebbe (in forse) essere confermato ai beni Culturali, Teresa Bellanova ritornare all’Agricoltura, la Lamorgese restare all’Interno, mentre al Mise (ma anche al Lavoro, dove comunque il più accreditato è Enrico Giovannini) il nome che si fa è quello di Marco Bentivogli. Per la Giustizia, Paola Severino o Marta Cartabia, all’Università la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, mentre è tutta da costruire la squadra economica, con un nome che circola con insistenza non solo per il dicastero di via XX Settembre – ma anche per il ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – che è quello di Daniele Franco, direttore generale di Bankitalia, amico personale di Draghi. Possibili anche colpi di scena come la conferma di Gualtieri o di Ernesto Maria Ruffini. Sempre per il Mef si parla di Dario Scannapieco e Lucrezia Reichlin, Francesca Bria, presidente di Cdp. Nei rumors resiste anche Carlo Cottarelli. Alla Difesapotrebbe restare Lorenzo Guerini (Pd) mentre per l’Istruzione è in pole il nome di Patrizio Bianchi, ex rettore dell’Università di Ferrara oppure Antonio Malaschini, segretario generale del Senato.

Resta poi il tema dei viceministri e dei sottosegretari, e un nome ricorrente per un ruolo è quello di Raffaele Volpi, Lega, oggi alla presidenza del Copasir nonché quello di Marcella Panucci, dg di Confindustria. Conte, comunque, nel nuovo esecutivo non ci dovrebbe essere. Lui stesso ha detto a Grillo di non voler far parte della squadra Draghi come eventuale ministro del Recovery.

Elena G. Polidori