Denise Pipitone è sparita a Mazara del Vallo, Trapani, il primo settembre 2004
Denise Pipitone è sparita a Mazara del Vallo, Trapani, il primo settembre 2004
di Giovanni Rossi Numeri e scenari. Entrambi poco rassicuranti. La Giornata internazionale per i minori scomparsi spalanca la visuale sulla gioventù rubata a migliaia di giovani italiani di passaporto o per residenza. Difficile definire altrimenti la condizione dei 7.672 minori scomparsi nel 2020 (5.511 di nazionalità straniera e 2.161 di nazionalità italiana) su un totale di 13.527 denunce di sparizione di persone presentate all’autorità di pubblica sicurezza. Il 75% dei minori è stato rintracciato. "Dobbiamo occuparci di quel 25% che non viene ritrovato e incentivare le azioni che possono prevenire la scomparsa", dichiara il Commissario straordinario di governo per le persone scomparse, Silvana Riccio, da Palazzo Valentini. Qui, nel cuore della Capitale, Telefono Azzurro presenta il dossier...

di Giovanni Rossi

Numeri e scenari. Entrambi poco rassicuranti. La Giornata internazionale per i minori scomparsi spalanca la visuale sulla gioventù rubata a migliaia di giovani italiani di passaporto o per residenza. Difficile definire altrimenti la condizione dei 7.672 minori scomparsi nel 2020 (5.511 di nazionalità straniera e 2.161 di nazionalità italiana) su un totale di 13.527 denunce di sparizione di persone presentate all’autorità di pubblica sicurezza. Il 75% dei minori è stato rintracciato. "Dobbiamo occuparci di quel 25% che non viene ritrovato e incentivare le azioni che possono prevenire la scomparsa", dichiara il Commissario straordinario di governo per le persone scomparse, Silvana Riccio, da Palazzo Valentini.

Qui, nel cuore della Capitale, Telefono Azzurro presenta il dossier annuale sui dati italiani ed europei. Un fenomeno che va oltre il clamore dei più noti casi di cronaca nascondendo traiettorie diversificate: dalla volontarietà della fuga (talvolta per sfuggire a situazioni di abuso), alla sottrazione a opera di uno dei due genitori (magari provenienti da paesi diversi e con legislazione sui minori non omogenea a quella italiana), alle rituali fughe dai centri di accoglienza degli adolescenti non accompagnati. I più deboli precipitano nei gironi infernali del lavoro minorile, della criminalità organizzata o dello sfruttamento sessuale – anche fuori dall’Italia.

Il buco nero dei minori purtroppo esiste. Con crescenti indizi e prove. "Nel 2020 tutti i principali reati hanno fatto segnare un calo fino al 70%", contestualizza il prefetto Vittorio Rizzi, vice direttore generale della polizia. Un regalo della pandemia negato invece ai ragazzi. Complessivamente "i reati contro i minori sono cresciuti", certifica Rizzi. Il dato più eclatante? "I casi di pedopornografia online sono passati da 1.396 a 3.243, il 132% in più". Solo uno dei fronti di indagine nei quali l’Italia, che copresiede Europol Covid, chiede all’Europa di ampliare gli sforzi a tutela della platea più fragile.

A questa "dimensione dell’infanzia non scontata" rivolge i suoi sforzi Telefono Azzurro, che organizza i lavori e promuove i raffronti. Nel 2018 le scomparse di minori in Italia erano dieci volte meno che in Germania, otto volte meno che nel Regno Unito, cinque volte meno che in Francia. E c’è di più. "Dal 2016 rileviamo un trend in decrescita dei minori scomparsi che evidenzia l’efficace strategia messa in atto – sottolinea la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese –. Dal 2007 al 2020 sono stati ritrovati il 95% dei minori italiani scomparsi e solo il 49% dei minori stranieri". Una sproporzione da colmare con la maggiore collaborazione dei nuclei familiari e la sensibilizzazione degli stessi ragazzi e dei loro contatti sul web. Denunciare immediatamente aumenta infatti le possibilità di ritrovamento dello scomparso e anche di verifica del contesto da cui fugge.

"Un episodio di allontanamento può essere l’indicatore di problemi pregressi, di disagio psicologico o di fatti talvolta gravi come l’abuso, il maltrattamento, lo sfruttamento sessuale anche connesso all’uso della rete", spiega la polizia. Senza poi dimenticare "problematiche come bullismo e cyberbullismo" che i ragazzi tendono a nascondere ai genitori. "Il lungo periodo di restrizioni dovuto all’emergenza sanitaria ha infatti portato con sé situazioni difficili" e di "isolamento sociale forzato". Sotto la lente degli investigatori "anche l’acuirsi di problematiche connesse alla violenza domestica" e "l’aumento dei casi di grooming" e "di abusi on line".

Ecco perché la guardia deve restare alta e ora le forze di polizia si propongono ai giovani come alleate. Servizio centrale anticrimine e polizia postale pubblicano il volantino Ci sono diversi motivi per cui vorresti scappare (scaricabile anche in inglese). E su Tik Tok promuovono la campagna per educare i giovani a riconoscere le più insidiose tecniche di adescamento e manipolazione psicologica in rete. Ogni innovazione è benvenuta per la riconquista di un’adolescenza protetta e consapevole.