"Ha chiamato Paratici", ovvero Fabio Paratici, il diesse della Juventus che, nei primi giorni di settembre, era in trattativa per portare a Torino Luis Suarez dal Barcellona. Lo dice Simone Olivieri, il direttore generale della Stranieri di Perugia, in un’intercettazione agli atti dell’indagine sul presunto esame ’farsa’ dell’attaccante uruguaiano che sarebbe stato concordato tra i professori e il ’pistolero’. E uno dei suoi interlocutori commenterà: "È più importante di Mattarella". Eccolo – secondo gli investigatori della Finanza – il retroscena dell’accordo illecito, per far ottenere al campione l’attestato di conoscenza della lingua italiana di livello B1, indispensabile per ottenere la cittadinanza italiana e rientrare nei...

"Ha chiamato Paratici", ovvero Fabio Paratici, il diesse della Juventus che, nei primi giorni di settembre, era in trattativa per portare a Torino Luis Suarez dal Barcellona. Lo dice Simone Olivieri, il direttore generale della Stranieri di Perugia, in un’intercettazione agli atti dell’indagine sul presunto esame ’farsa’ dell’attaccante uruguaiano che sarebbe stato concordato tra i professori e il ’pistolero’. E uno dei suoi interlocutori commenterà: "È più importante di Mattarella".

Eccolo – secondo gli investigatori della Finanza – il retroscena dell’accordo illecito, per far ottenere al campione l’attestato di conoscenza della lingua italiana di livello B1, indispensabile per ottenere la cittadinanza italiana e rientrare nei comunitari. E, nel pieno del calciomercato, volare nel club bianconero con un contratto da "10 milioni di euro a stagione che non gli puoi far saltare", per dirla con la professoressa Stefania Spina, la sua insegnante nel breve corso online sulla piattaforma Teams. La docente è indagata per rivelazione di segreti d’ufficio e falso insieme alla Rettrice dell’Unistranieri, Giuliana Grego Bolli, allo stesso Olivieri, all’esaminatore Lorenzo Rocca e alla segretaria Cinzia Camagna. Per la Rettrice e il direttore, la procura diretta da Raffaele Cantone ha ipotizzato inizialmente anche la corruzione ritenendo – ma su questo aspetto ci sono in corso accertamenti – che l’eventuale promessa di far arrivare a Perugia altri calciatori del club juventino, e quindi far pubblicità all’Ateneo, potesse configurare un ’beneficio’. Circostanza tutta da confermare anche perché, allo stato, nessuno della società, né l’attaccante, sono indagati.

Ma, andando a ritroso nella catena di telefonate, si scopre che il primo contatto tra Palazzo Gallenga e lo staff juventino è stato mediato dal Rettore della Statale, Maurizio Oliviero, non indagato. C’è una telefonata – tra quelle che compaiono nell’informativa del 18 settembre – tra il Magnifico e Olivieri. Quest’ultimo infatti era già ’spiato’ dai finanzieri per le vicende amministrative. Il Rettore ora spiega: "Sono stato contattato da una persona dell’entourage della Juventus per chiedermi, a titolo informativo, se la mia Università facesse certificazione per l’esame della lingua italiana, ho detto che facevano confusione con la Stranieri. Dopo aver parlato con la Rettrice Grego Bolli e con il direttore Olivieri li ho messi in contatto perché pensavo potesse essere un’occasione per valorizzare la città". E Paratici? "L’ho sentito una sola volta, qualche giorno dopo le prove e mi ha comunicato che l’entourage del calciatore era molto soddisfatto dell’accoglienza ricevuta dalla ’Stranieri’ che avevo indicato come Università umbra competente a rilasciare le certificazioni". La Juve infatti doveva scegliere tra Perugia e Siena ma poi ha optato per la città del cioccolato. Adesso la procura vuole verificare, attraverso l’analisi dei tabulati, i contatti avuti dai vari protagonisti.

Martedì sera invece è stata la professoressa Spina, la ’pasionaria’ dei bianconeri ("Suarez ci fa vincere la Champions", emerge dalle telefonate) a difendersi davanti ai pm Paolo Abbritti e Giampaolo Mocetti. Diceva al telefono e in ambientale: "Ma te pare che lo bocciamo" anche se "non spiccica ’na parola". "Ho chiamato Rocca che gli ha fatto la simulazione dell’esame e abbiamo praticamente concordato quello che gli farà l’esame". Lei non ha battuto ciglio, ritenendo di aver fatto tutto correttamente. Più preoccupato l’esaminatore Rocca che, in procura, avrebbe cercato di sminuire il suo ruolo. In fondo lo aveva detto al telefono con la Rettrice: "Il mio timore è che (Suarez, ndr) esce, i giornalisti fanno due domande in italiano e va in crisi".