Roma, 29 giugno 2016 - Sul  caso di Sarno Filomena Albano, magistrato da venti anni, da due mesi a capo dell'Autorità garante dell'infanzia e l'adolescenza, ha le idee chiare. “L’indignazione rischia di essere inutile e lo sbalordimento ipocrita. Dobbiamo ragionare su come sia possibile ricreare legami interpersonali basati sul rispetto dell’altro e sull’affettività. L’esempio è sempre il primo insegnamento non verbale e, forse, in questa direzione, anche noi adulti abbiamo fallito”. 

Dove gli adulti hanno fallito?
"Dico che bisogna ripartire dagli adulti perché l'esempio non può che essere il primo insegnamento per creare relazioni autentiche su rispetto e affettività. Gli strumenti normativi non ci mancano per perseguire la violenza di genere, perché di questo si tratta. L'Italia nel 2013 ha ratificato anche la Convenzione di Istanbul, in materia di prevenzione e lotta della violenza sulle donne. Ma bisogna andare oltre per dare corso a prevenzione, protezione e punizione, i pilastri della Convenzione. Occorrerebbe una campagna di sensibilizzazione e introdurre nelle scuole l'educazione all'affettività, insegnare il rispetto e il diritto degli altri ad essere felici, previsto dall'articolo 14 della Convenzione di Istanbul. Servono strumenti attuativi".

Lei ha parlato di fallimento degli adulti nell'educazione di ragazzi e ragazze...

Gli autori dei fatti devono avere la consapevolezza, loro e i loro genitori, della gravità delle loro condotte. Sarebbe un errore enorme ridimensionarle.

Quale soglia si è abbassata? Il rispetto della persona, l'atteggiamento proprietario nei confronti dell'altro?
"L'Autorità garante guarda ai minori. C'è una iperstimolazione sessuale multilivello, a partire dal web. Bisogna fornire ai ragazzi strumenti per decifrare tutto questo".

Ma prima cosa si può fare? Lei può chiedere interventi che limitino accessi indiscriminati a tutto?
"Non ho compiti cogenti, ma mi sto muovendo per costruire una rete con le istituzioni".

E per il web che può fare?
"Chiedo la più rapida approvazione della proposta di legge sul cyberbullismo, ferma in Parlamento". 

Cos'altro può fare?
"Il grave episodio di cui stiamo parlando ci dà un elemento di positività costituito dalla denuncia della ragazza, la sua reazione".

Quando accadono fatti del genere, Sarno ma anche Caivano, l'Autorità garante cosa fa, cosa può fare? Chi può sollecitare considerando che a lei spetta l'attuazione della Convenzione sui diritti sull'infanzia e l'adolescenza di 25 anni fa?
"Dobbiamo lavorare sulla raccolta dati attraverso l'aiuto degli organi istituzionali. Servono per capire la realtà e ci aiutano per il lavoro futuro. Con la polizia dobbiamo ritrattare il protocollo Genessere per trattare i reati legati ai minori, il mutamento di approccio anche su questi casi. L'altra cosa importante è sollecitare campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio nazionale per ottenere una censura ramificata di alcuni episodi eclatanti".  

Può bastare tutto questo?
"La legge istitutiva dell'Autorità garante ci attribuisce una quantità di compiti enormi, nessuno dei quali cogente. Siamo dotati di dieci unità di personale, comandate da altre amministrazioni". 

A lei viene chiesto molto, però...
"Con pochi mezzi".

Lei ha detto che la legge sul cyberbullismo è ferma in Parlamento. Potrebbe aiutarla nella sua attività?
"Certamente. Ho segnali positivi". 

Di fronte a casi come quello di Sarno, lei con chi interagisce?
"Ho preso contatti con il capo della polizia, con cui abbiamo attivo un protocollo. Così come è importante per me avere i dati, per fare una comparazione sui fenomeni". 

Cos'altro serve?
"Quando si tratta di abusi in danno di ragazzini è importante anche l'attivazione dei pediatri per poter intercettare l'abuso precocemente". 

Lei sente il sostegno del governo per la sua attività?
"Ho iniziato a instaurare rapporti istituzionali con tutti i soggetti di governo dal Miur, alle Pari opportunità, alla Giustizia, alla Sanità, il Welfare e gli Interni. Ho trovato molta disponibilità".

Quali sono i suoi obiettivi?
"Fare passi in avanti per superare la frammentarietà degli interventi. Abbiamo competenze elevatissime in Italia, ma bisogna metterle a sistema".