Ora i ragazzi, domani i bambini. Il governo ha tra le priorità quella di riaprire la scuola in presenza. Per questo ha bisogno nella seconda metà di agosto di innalzare il più possibile il numero dei vaccinati tra i giovani over 12: l’obiettivo è quello di arrivare entro settembre ad almeno il 60% di vaccinati tra gli studenti. Per questa ragione il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo ieri ha scritto ai presidenti di Regione. "Al fine di dare ulteriore impulso alla vaccinazione dei più giovani, in previsione della riapertura delle scuole – scrive il generale – a far data dal prossimo 16 agosto, vogliano le...

Ora i ragazzi, domani i bambini. Il governo ha tra le priorità quella di riaprire la scuola in presenza. Per questo ha bisogno nella seconda metà di agosto di innalzare il più possibile il numero dei vaccinati tra i giovani over 12: l’obiettivo è quello di arrivare entro settembre ad almeno il 60% di vaccinati tra gli studenti. Per questa ragione il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo ieri ha scritto ai presidenti di Regione. "Al fine di dare ulteriore impulso alla vaccinazione dei più giovani, in previsione della riapertura delle scuole – scrive il generale – a far data dal prossimo 16 agosto, vogliano le Regioni predisporre corsie preferenziali per l’ammissione alle somministrazioni dei cittadini afferenti a questa fascia d’età anche senza preventiva prenotazione". Da un primo sondaggio, così sarà nella maggiora parte delle regioni.

Ma in prospettiva il governo guarda anche alla vaccinazione degli under 12. Il coordinatore del Cts Franco Locatelli è sempre più nettamente a favore della vaccinazione dei bambini, non appena sarà possibile. "Io ritengo – ha detto pubblicamente – che sia necessario vaccinare anche i più piccoli. In Italia, da inizio pandemia, sono morti 28 pazienti di età pediatrica. E di questi 13 avevano meno di 10 anni. Vaccinando i bambini eviteremo focolai anche nelle scuole elementari e dunque il ricorso alla didattica a distanza. Limiteremo la circolazione del virus e la possibilità che contagino genitori e nonni. Sia la società pediatrica italiana, sia quella americana sono favorevoli alla vaccinazione dei bambini".

"Ci aspettiamo l’autorizzazione a novembre, sia Pfizer sia Moderna – assicura – sono già a buon punto". E la Società italiana di pediatria (Sip) conferma di essere sulla stessa posizione: "Abbiamo bisogno di uno scudo con cui difendere anche i nostri bambini da questo terribile virus". Favorevole anche Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. "Il vaccino per gli under 12 – dice – è fondamentale perché, con la riapertura delle scuole, la diffusione fra i bambini sarà inevitabile e porrà nuovi problemi. In altre parole, senza aver vaccinato tutta la popolazione, bambini compresi, la possibilità di contenere il fenomeno diventa complicata". Così anche il virologo Fabrizio Pregliasco: "Sulla vaccinazione anti Covid a bambini da 5 a 12 anni, i primi dati che già ci sono ci indicano la stessa efficacia e soprattutto stessi livelli di effetti avversi rispetto agli adulti. Anche i bambini vengono colpiti dal virus, in particolare in alcuni rari casi con la sindrome infiammatoria multi sistemica. Per questo credo nella necessità di utilizzo in questa fase".

Ma c’è anche chi va in controcanto. "Sono assolutamente contrario alla vaccinazione degli under 12 – dice a SkyTg24 Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani – Nei bambini è statisticamente irrilevante non solo il contagio ma anche la malattia al di sotto dei 12 anni. In questo caso quindi la bilancia rischio-beneficio penderebbe tutta sulla parte del rischio. Nei bambini non c’è questo contagio così imponente e non c’è la malattia, oggi".

Alessandro Farruggia