Ci sarebbe lo zampino di Dominic Cummings (nella foto), ex eminenza grigia della Brexit silurato dalla staff di Boris Johnson mesi fa a causa di scontri fra clan rivali del cerchio magico johnsoniano e di presunti conflitti in particolare con la compagna del premier Tory, Carrie Symonds, dietro la fuga di notizia dei messaggini telefonici scambiati a inizio emergenza Covid con il re degli aspirapolvere, James Dyson, che imbarazza il capo del governo britannico. Il caso arriva dopo quello scoppiato sull’ex premier David Cameron, e sulle sue pressioni nelle vesti attuali di lobbista d’alto bordo, ma riguarda in questo frangente Johnson in persona e i contatti diretti avuti un anno fa con Dyson, già sostenitore miliardario della campagna pro Brexit, in cui BoJo prometteva una "soluzione" contro ogni aggravio fiscale a carico dei dipendenti di sir James ove egli avesse garantito un trasferimento urgente in Gran Bretagna di ventilatori per l’assistenza respiratoria ospedaliera, vitali nel pieno della prima ondata del Covid, prodotti ad hoc da personale già delocalizzato a Singapore.