Giovedì 16 Maggio 2024
NICOLA PALMA
Cronaca

Sparò e uccise la ex al karaoke. In carcere il killer torna a colpire . Strangola a morte un altro detenuto

L’uomo, condannato all’ergastolo per il femminicidio del 2019, ha aggredito il compagno di cella. L’ipotesi: lite per gli spazi condivisi. I sindacati degli agenti: "Situazioni a rischio per il sovraffollamento".

Sparò e uccise la ex al karaoke. In carcere il killer torna a colpire . Strangola a morte un altro detenuto

Sparò e uccise la ex al karaoke. In carcere il killer torna a colpire . Strangola a morte un altro detenuto

Domenico Massari e Antonio Magrini condividevano la stessa cella da quattro mesi. Sezione "stato di trattamento avanzato" del carcere di Opera, riservata ai detenuti che possono svolgere attività all’interno del penitenziario. Entrambi baresi di nascita, nessuna avvisaglia di una convivenza complicata, mai una segnalazione per motivi disciplinari. Fino a venerdì sera, quando, secondo le prime indagini, il cinquantottenne Massari, all’ergastolo per aver ucciso l’ex moglie a colpi di pistola, ha aggredito il sessantottenne Magrini, che il 23 ottobre scorso si era presentato spontaneamente nell’istituto di pena milanese per scontare una condanna per traffico di coca sulla rotta Serbia-Lombardia e che in passato era stato coinvolto prima in un’indagine sull’omicidio a colpi di stampella di un ambulante e poi in un blitz antimafia come referente all’ombra della Madonnina del clan pugliese Japigia.

Gli accertamenti investigativi raccontano che attorno alle 22.30, a circa due ore dalla chiusura delle celle, Massari ha colpito Magrini alla testa e al corpo con un oggetto, forse con il bastone di una scopa, per poi strangolarlo con la cintura dell’accappatoio. È stato lui stesso a suonare il campanello per dare l’allarme: quando gli agenti della polizia penitenziaria sono arrivati, per Magrini non c’era più niente da fare. Massari, che aveva il permesso per lavorare nelle cucine del carcere, avrebbe detto di essere stato minacciato dalla vittima e di averci litigato per motivi ancora poco chiari, forse per questioni legate alla condivisione degli spazi. "Il sovraffollamento, unito alla carenza di personale di polizia penitenziaria, personale medico, educatori e assistenti sociali, hanno determinato un ambiente estremamente difficile e pericoloso per tutte le persone detenute e per il personale che vi lavora: l’amministrazione penitenziaria e il governo prendano seri provvedimenti per affrontare e risolvere queste criticità", il grido d’allarme dei delegati Fp Cgil Calogero Lo Presti e Filippo De Martino.

La sera del 13 luglio 2019, Massari, all’epoca cinquantaquattrenne, fece irruzione nel ristorante dei Bagni Aquario di Savona, dov’era in corso una serata di karaoke, e uccise l’ex moglie trentanovenne Deborah Ballesio con sei colpi di pistola; nell’agguato rimasero ferite altre tre persone, compresa una bambina di tre anni. "Ti ricordi di me?", urlò il killer prima di fare fuoco e scappare in mezzo a una folla terrorizzata dall’agguato. Quarantotto ore dopo, l’assassino in fuga si era costituito al carcere di Sanremo, dopo aver sparato tre colpi in aria per farsi notare dagli agenti del corpo di guardia: "Sono io quello di Savona". La vittima aveva denunciato 19 volte per molestie e stalking l’ex marito, che nel 2015 era anche stato condannato a tre anni e due mesi per aver incendiato il locale e la casa della donna. Non era bastato a metterla al riparo dalla furia omicida di Massari. Che due giorni fa ha ucciso ancora.