Marco

Buticchi

Un tempo si diceva che la gratifica si era risolta con una medaglia di latta e una pacca sulla spalla. Così l’eroe di turno passava direttamente dalla ribalta al dimenticatoio e a nulla potevano valere le imprese in cui si era distinto. Mi sembra giusto ricordare le fatiche compiute dal personale sanitario per combattere il mostro che si è abbattuto sull’umanità intera: turni massacranti, rischi enormi, mezzi scarsi. Con loro, li cito per non perdere memoria, anche tutti quelli che, nell’inclemenza pandemica, hanno continuato a far girare il mondo quando il mondo si era fermato. Ma torniamo a medici, infermieri e operatori sanitari in genere. Dopo che tutti i potenti hanno incensato la loro opera, mi auguravo di vedere gratifiche concrete, almeno le loro retribuzioni adeguate agli standard europei senza dover emigrare per poter campare. Ed ecco che, finalmente, arriva il premio. Udite udite, gente. Una bella moneta da due euro dedicata a medici e infermieri con sopra scritto: Grazie. Mi auguro si tratti di uno scherzo per sdrammatizzare i tempi difficili che viviamo. Se così non fosse sono indignato per questa presa in giro nei confronti di chi si preoccupa della nostra salute anche quando il castello gli crolla addosso. Pensateci, potenti: approfittare della serietà di chi continua a lavorare perché convinto della propria missione, mi sembra il peggior modo per tirare troppo la corda.