Viviana Ponchia Achille, Sansone, Apollo. I Celti e i Vichinghi. Brad Pitt e Johnny Depp in versione selvaggia. Gesù Cristo, naturalmente. Persino Gianni De Michelis con i boccoli alle spalle. Potevano permetterselo, loro sì. E immaginarli con la sfumatura corta da consiglio di amministrazione...

Viviana

Ponchia

Achille, Sansone, Apollo. I Celti e i Vichinghi. Brad Pitt e Johnny Depp in versione selvaggia. Gesù Cristo, naturalmente. Persino Gianni De Michelis con i boccoli alle spalle. Potevano permetterselo, loro sì. E immaginarli con la sfumatura corta da consiglio di amministrazione fa un torto ai vivi e ai morti. Ma non tutti sono all’altezza dei capelli lunghi. E non sempre le donne apprezzano chi ruba loro il phon. Quando Monica Bellucci presentò il poderoso fidanzato Nicolas Lefebvre, la fazione femminile del web insorse al grido di "parruccone" e "diamoci un taglio". Anche le chiome di Jason Momoa, considerato a suo tempo il più bello del mondo, alimentarono critiche crudeli ("prima si dà una potata e poi ne riparliamo"). Perché De Michelis sì e Momoa no? Perché avere il fisico non basta, bisogna essere credibili.

Il lungo deve essere un marchio di fabbrica, come la scelta da Tarzan metropolitano di Manuel Agnelli, e non un colpo di testa. È necessario avere l’anima movimentista e gli elastici di Pablo Iglesias, il leader spagnolo di Podemos, meglio se accompagnata da uno zainetto di tela sbiadito. E il coraggio di cambiare al momento opportuno come ha fatto Alexis Tsipras, che dalle chiome fluenti dei licei greci occupati negli anni Novanta è passato a una rasatura governativa. Non guasta l’ironia di Frank Zappa. Quando gli chiesero se portare i capelli alle spalle facesse di lui una donna, rispose così: "Tu hai la testa di legno. Questo fa di te un tavolo?".