Napoli, 28 gennaio 2021 - Una sola condanna nel processo, con rito abbreviato, per la strage alla Solfatara di Napoli, dove 12 settembre 2017 perse la vita quasi tutta una famiglia veneta: i coniugi veneziani Massiliano Carrer e Tiziana Zaramella e loro figlio Lorenzo furono inghiottiti uno dopo l'altro da una voragine apertasi sotto i loro piedi. Alla tragedia sfuggì solo il figlio più piccolo dei Carrer. 

Condannato a sei anni di reclusione Giorgio Angarano, 72 anni, legale rappresentante della Vulcano Solfatara srl, la società privata che gestiva il sito a Pozzuoli. Ma assolti i suoi cinque soci: Maria Angarano, 74 anni, Maria Di Salvo, 70 anni, l'omonima di quest'ultima Maria Di Salvo, 40 anni, Annarita Letizia, 70 anni, di Pozzuoli, e Francesco Di Salvo, 44 anni, di Napoli.

Si è chiusa così davanti al gup Egle Pilla il processo su una vicenda che aveva scosso il Paese. Massiliano Carrer e Tiziana Zaramella erano intervenuti per aiutare il figlio Lorenzo, trascinato via dalla voragine che improvvisamente si era aperta sotto i suoi piedi. Ma tutti sono stati risucchiati, e poi soffocati dai gas presenti nel sottosuolo del vulcano puteolano, da anni sito naturalistico.

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I reati contestati a vario titolo, erano di omicidio colposo in concorso, con l'aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e dei danni a più persone, e il disastro colposo, sempre in concorso. 

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