Viviana Ponchia Presto potremo farne a meno. Il Covid sparirà e saremo liberi di girare a faccia scoperta, esentati dal rituale di igienizzare le mani. Prima di considerarla una buona notizia una domanda: siamo proprio sicuri di riuscire a rinunciare alla mascherina e al gel quando non saranno più necessari? Siamo pronti a liquidare i due baluardi della lotta al virus senza rischiare di sentirci...

Viviana

Ponchia

Presto potremo farne a meno. Il Covid sparirà e saremo liberi di girare a faccia scoperta, esentati dal rituale di igienizzare le mani. Prima di considerarla una buona notizia una domanda: siamo proprio sicuri di riuscire a rinunciare alla mascherina e al gel quando non saranno più necessari? Siamo pronti a liquidare i due baluardi della lotta al virus senza rischiare di sentirci esposti e minacciati, o almeno un po’ nostalgici? Nostalgia, sì. Perché alla fine alle abitudini ci si affeziona, anche a quelle che prima di diventare tali erano solo fastidi. Pensate all’apparecchio per i denti, alla vergogna iniziale e al senso di smarrimento quando è stato smantellato. O al gesso di una gamba rotta, con sopra tutte le firme degli amici, diventato parte di un’anatomia non più modificabile. La mascherina è stata un’imposizione tremenda. Come dimenticare le geremiadi collettive perché impediva di respirare, faceva appannare gli occhiali e venire le rughe, rovinava il look e la libertà di espressione. Per ritorsione è stata degradata ad arbre magique e polsino da tennista, appesa a un orecchio, portata a bavaglino. O rivisitata in tessuti improbabili per fare pendant con l’abito. Ma poco alla volta è diventata parte di noi, quasi amica. Perché ci ha risparmiato l’influenza. Ci ha tenuto il naso al caldo. In più ha regalato a tutti un’altra identità e un nuovo modo di comunicare.

I pigri che se la cavavano con un sorriso hanno dovuto convertirsi al potere dello sguardo, i sordi privati del labiale hanno costretto il resto del mondo a parlare forte e chiaro con vantaggi, anche morali, indiscutibili. Abbiamo risparmiato con il rossetto e imparato a usare il linguaggio del corpo, ci siamo accorti che la bocca mente ma lo sguardo no. Anziché nasconderci siamo venuto allo scoperto. Più veri, ripuliti. I bottiglioni di gel ci hanno ricordato che zozzoni eravamo prima, la coazione a ripetere ci ha messi in riga. E allora: quando arriverà il momento potremo rinunciare a tutto questo?