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4 giu 2022

Si accendono le luci sul palco, torna la voglia di cantare

4 giu 2022
viviana
Cronaca

Viviana

Ponchia

Vasco Rossi è contento come un bambino. "È tornato tutto come prima. Abbiamo ricominciato a vivere". Ha confessato svariati tentativi fallimentari di rimpiazzare la mancanza di un palco e di una bolgia. Hobby come il cavallo, i campi da golf. Niente è servito. Ma ieri sera a Firenze ne aveva davanti 63 mila con il cuore fra i denti e se lo dice lui possiamo fidarci: un appuntamento di quelle proporzioni, come l’analogo bagno di folla di stasera per Ligabue, è il libera tutti ufficiale e definitivo dalla logica introversa che ha diretto la nostra vita negli ultimi due anni. Più di un Dpcm, più di una partita di calcio, della scuola in presenza e della stretta di mano. Perché un concerto ingloba felicemente tutto quello che è stato proibito fare e anche solo pensare: comprare un biglietto, viaggiare, accalcarsi, abbracciare la gente a caso, sudarsi addosso e addirittura cantare, un azzardo proibito persino la notte di Natale.

A un concerto siamo tutti potenziali armi batteriologiche, soprattutto dopo essere arrivati in anticipo di otto ore con il trapano del sole sulla testa. Sporchi, promiscui, immersi nell’alito della mandria. Suonare dal vivo, diceva Kurt Cobain, è la forma più primordiale di scambio di energia. Contagiosa? Sicuramente, come lo è la vita. A un certo punto ho temuto che mio figlio continuasse a ripetere non disturbarmi, stasera ho un concerto in camera mia. Per qualcuno arriva poi il momento di godersi Bach su una poltroncina di velluto, ma un giovane deve passare per forza di lì e sperare che Ozzy Osbourne decapiti di nuovo a morsi un pipistrello.

Darsi malato a scuola per rincorre i Queen a Lione e accettare la sospensione come un prezzo necessario Andare a prendersi Bruce Springsteen a Milano con la fidanzata di un amico e al ritorno fare a botte con la propria e con l’amico. Sbagliare strada, perdere l’ultimo treno. Accettare come un dono la nostalgia preventiva, che da adulti non basta mai.

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