Il Pd ha sciolto in un giorno il ’nodo Senato’, che sembrava il più difficile, ma quello alla Camera resta da risolvere. Con un voto unanime, i parlamentari dem di Palazzo Madama hanno eletto la nuova capogruppo, Simona Malpezzi (nella foto ieri con il segretario Enrico Letta). Mentre per...

Il Pd ha sciolto in un giorno il ’nodo Senato’, che sembrava il più difficile, ma quello alla Camera resta da risolvere. Con un voto unanime, i parlamentari dem di Palazzo Madama hanno eletto la nuova capogruppo, Simona Malpezzi (nella foto ieri con il segretario Enrico Letta). Mentre per Montecitorio ci sarà da attendere la prossima settimana. Ancora manca l’intesa. Sono in corsa Debora Serracchiani e Marianna Madia. "Ieri sera (mercoledì, ndr) – ha raccontato Letta nell’assemblea dei deputati – mi sono arrivati messaggi che dicevano: decidi tu chi tra Madia e Serracchiani e la chiudiamo. Ho risposto dicendo che non voglio decidere: anche un confronto tra più candidature sarà positivo".

Il nome uscirà martedì: se entro quel giorno non ci sarà un accordo, i deputati sceglieranno con il voto. A quel punto, i parlamentari di entrambe le Camere saranno guidati da donne, come chiesto dal segretario: "La questione di genere – ha ribadito Letta – è la precondizione perché siamo davvero Partito Democratico". Letta ha anche rilanciato "un’altra battaglia per evitare la politica solo al maschile", cioè quella per la legge sulla doppia preferenza di genere. Una bandiera che va a sommarsi a quelle sul voto ai sedicenni e sullo ius soli. A indicare Simona Malpezzi è stato il capogruppo uscente Andrea Marcucci che, per un paio di giorni, si è scontrato con Letta. "Un partito grande – ha detto Malpezzi nel discorso di insediamento – ha bisogno di tante aree di pensiero, per cogliere istanze differenti e fare sintesi".