9 mar 2022

Schiaffo del sindaco polacco a Salvini "Condanna Putin o non ti ricevo"

Rovinata la due giorni ai confini del teatro di guerra. Il primo cittadino gli porge una maglietta col ritratto dello zar

elena g. polidori
Cronaca
Il sindaco di Przemysl, Bakun, tenta senza successo di consegnare a Salvini, 48 anni, una maglietta con l’immagine di Putin, simile a quella che il leader della Lega aveva indossato davanti al Cremlino durante una visita a Mosca nel 2015
Il sindaco di Przemysl, Bakun, tenta senza successo di consegnare a Salvini, 48 anni, una maglietta con l’immagine di Putin, simile a quella che il leader della Lega aveva indossato davanti al Cremlino durante una visita a Mosca nel 2015
Il sindaco di Przemysl, Bakun, tenta senza successo di consegnare a Salvini, 48 anni, una maglietta con l’immagine di Putin, simile a quella che il leader della Lega aveva indossato davanti al Cremlino durante una visita a Mosca nel 2015

di Elena G. Polidori Altro che "passerella" per accreditarsi come campione della pace e sostenitore dell’accoglienza ai "veri profughi". Matteo Salvini, in Polonia, finisce all’angolo per via di un passato che gli viene messo davanti senza sconti. A sferrare il colpo, assolutamente inatteso, il sindaco di Przemysl. Che prima ha tirato fuori la maglietta con il volto di Vladimir Putin e la scritta "armata russa" sventolata davanti alle telecamere e poi ha infierito a parole: "Ho una cosa che vorrei consegnarle – ha detto rivolgendosi a un leader della Lega disorientato – andiamo insieme al confine con questo regalo per far vedere a tutti cosa sta facendo il suo amico Putin al popolo ucraino: io non la ricevo". Spiazzato, Salvini ha cercato di recuperare l’irrecuperabile, ma ormai la figuraccia si era consumata: "Io voglio la pace e sono qui per la pace vogliamo fermare la guerra, che va oltre il passato, l’obiettivo è salvare donne e bambini e fermare la guerra", ricordando poi che Putin lo hanno incontrato tutti: "Prodi, Obama, Clinton, Berlusconi. Tutti". Tutto inutile. Qualcuno, poi, ha cercato di affondare ancora il coltello nella ferita fresca chiedendogli una pubblica abiura dell’amicizia con il leader russo. "Certo, è ovvio – ha risposto, sicuro – chiunque condanna la guerra e l’aggressione", ma il nome di Putin non viene pronunciato. Quindi, via in macchina dritto verso il centro per i rifugiati dove ha twittato: "Ci sono immagini strazianti". Nelle intenzioni del leader della Lega quella a Przemysl, la cittadina dove arrivano i treni da Leopoli e partono quelli con i profughi che vengono smistati nelle città, era solo una tappa della due giorni in terra polacca. Un viaggio per organizzare il trasferimento in Italia dei bambini ucraini – un centinaio entro il weekend e poi altri a seguire – e per definire con le ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?