di Marco Principini OTRANTO (Lecce) Sono spariti dall’orizzonte, inghiottiti dal mare della Baia dei Turchi. Sapevano nuotare a malapena Pia Patruno e Rosario Francesco Mancino. Hanno provato fino all’ultimo a salvarsi a vicenda. Ieri, per loro, è stato scritto un destino tragico. Lei 27 anni, lui 29: due amici. Il giorno prima erano arrivati a Otranto (Lecce) con una comitiva di sei persone da Cerignola, cittadina della provincia foggiana...

di Marco Principini

OTRANTO (Lecce)

Sono spariti dall’orizzonte, inghiottiti dal mare della Baia dei Turchi. Sapevano nuotare a malapena Pia Patruno e Rosario Francesco Mancino. Hanno provato fino all’ultimo a salvarsi a vicenda. Ieri, per loro, è stato scritto un destino tragico. Lei 27 anni, lui 29: due amici. Il giorno prima erano arrivati a Otranto (Lecce) con una comitiva di sei persone da Cerignola, cittadina della provincia foggiana lontana circa 300 chilometri dal Salento. In programma una vacanza di una settimana in una delle località turistiche più rinomate della regione.

Ieri, con gli altri quattro amici, tra cui il fidanzato della ragazza, erano andati a Baia dei Turchi, una spiaggia sovrastata da una scogliera imponente. E avevano deciso di tuffarsi nonostante il mare fosse parecchio mosso. A un certo punto alcuni bagnanti hanno visto Pia andare giù e si sono messi ad urlare. Grida che hanno attirato l’attenzione del gruppo foggiano rimasto sul bagnasciuga. Troppo tardi.

Prima è stato recuperato il corpo di Rosario, poi quello della ventisettenne. In spiaggia erano presenti dei medici, che insieme con un bagnino hanno provato le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118. I tentativi, tuttavia, sono stati inutili. Per i due giovani non c’è stato nulla da fare.

In un primo momento si era creduto che i due giovani fossero precipitati dalla scogliera, successivamente la dinamica è stata ricostruita da carabinieri e militari della Capitaneria di Porto di Otranto, i quali hanno ascoltato i bagnanti. Pia Patruno e Rosario Francesco Mancino sono morti per annegamento.

Quel tratto di costa, d’altronde, è pericoloso per i nuotatori non esperti e anche per chi non conosce la zona. Gli esperti, infatti, spiegano che in determinate condizioni meteomarine come quelle di ieri, con acque agitate e vento di maestrale, si creano correnti a mulinello che trascinano chi fa il bagno verso il fondale, inizialmente poco profondo, ma che poi scende improvvisamente.

Nella stessa zona nel 2013 perse la vita annegando una bambina di 10 anni. E appena due giorni fa una turista di 60 anni di Sondrio è rimasta gravemente ferita precipitando dalla scogliera sovrastante, per un passo falso durante un’escursione col marito.