Nicoletta Magnoni La fantasia al potere, si sa, è durata poco. L’immaginazione non ha più potenza, umiliata da una app del sesso a norma di legge. L’intenzione danese è buona, ma provate a rileggere la letteratura attraverso lo smartphone. L’esperimento sarebbe grottesco. Che figura farebbero...

Nicoletta

Magnoni

La fantasia al potere, si sa, è durata poco. L’immaginazione non ha più potenza, umiliata da una app del sesso a norma di legge. L’intenzione danese è buona, ma provate a rileggere la letteratura attraverso lo smartphone. L’esperimento sarebbe grottesco. Che figura farebbero Casanova o James Bond se, per passare da un letto all’altro, inviassero preventivamente un questionario di consenso informato alla passione? Fascino e sex appeal cancellati con un tocco (non magico) sulla tastiera del telefono. Tutto l’armamentario del corteggiamento, anche di una sera, finirebbe inghiottito nella Rete. Svilito, burocratizzato, raffreddato. Roba da fare passare l’ardore anche ai più focosi. Una frase ammiccante (politicamente corretta, of course), un gesto sorprendente, una sensuale stravaganza diventerebbero fuorilegge se mancasse quell’"acconsento".

Un clic e via, 24 ore di tempo per sfruttare il benestare. Se Choderlos de Laclos fosse stato danese non avrebbe potuto scrivere Le relazioni pericolose, bibbia del libertinaggio come prova di virtuosismo dell’intelletto. Il diabolico conte Valmont seduce e abbandona mettendo in campo le armi più insidiose che possiede: le parole. La carica erotica nasce da una frase acuta, un guizzo oratorio, una lettera tra le righe. Relazioni pericolose, appunto. Ma l’autorizzazione data via app non dà più garanzie, l’incontro resta al buio. Buio vero che oscura tutto il nostro retaggio culturale e, perché no, il divertimento della schermaglia tentatrice.