Da maggio ritorno a scuola in presenza (Ansa)
Da maggio ritorno a scuola in presenza (Ansa)

Roma, 16 aprile 2021 - La scuola torna in presenza dal 26 maggio. Il premier Mario Draghi, nella conferenza stampa sulle riaperture, sottolinea: "Le scuole, come si dice di ogni ordine e grado, riaprono completamente in presenza nelle zona gialle e arancione, mentre in rosso vi sono delle modalità che suddividono in parte in presenza, in parte a distanza". Insomma, la scuola resta una priorità per il premier sul fronte delle riaperture. Mentre oggi è il giorno del cambio di colore delle regioni e l'Iss ha comunicato i nuovi dati dell'indice Rt regione per regione.

Guida alle riaperture: si parte dal 26 aprile - Le regioni che possono riaprire

Pass tra regioni: come funziona e come olttenerlo

Vaccini: il report regione per regione in Pdf

Scuola, l'intervento di Draghi

"Si può guardare al futuro con un prudente ottimismo e con fiducia - spiega Draghi - C'è un cambiamento rispetto al passato: si dà precedenza alle attività all'aperto e alle scuole". Poi sottolinea: "Il governo ha preso un rischio ragionato, con i dati in miglioramento. Un rischio che si fonda su una premessa: i provvedimenti, quale l'obbligo delle mascherine, devono essere osservati".
Il premier parla anche di fondi: per la riapertura delle scuole "sono stati stanziati 390mln per un programma di trasporti pubblici locali da attuarsi con le Regioni, ci sono dei limiti al 50% ma è stato fatto molto. C'è ancora una parte che deve essere spesa, poi passeremo alla Stato-Regioni e sentiremo le iniziative delle Regioni".

L'epidemiologo: la quarta ondata non ci sarà

E il ministro della Salute Roberto Speranza aggiunge:  "Anche in questa occasione il primo luogo dove decidiamo di investire è la scuola. C'è l'idea che, da qui alla fine delle lezioni, si possa in tutte le aree gialle e in tutte le aree arancioni tornare nelle scuole di ogni ordine e' grado in presenza. Noi riteniamo che questo sia un fatto molto importante, perché tutto il governo ritiene la scuola un architrave fondamentale della nostra società".

Gilda: tempi troppo stretti

"I tempi sono troppo stretti per riuscire a mettere in piedi le misure di sicurezza necessarie", ribatte la Gilda degli Insegnanti dopo le comunicazioni del presidente  del consiglio. "Considerato anche l'andamento dei contagi in altri Paesi europei come Francia e Germania, riteniamo - sottolinea Gilda - che bisogna procedere con cautela".

Comunque i sindacati della scuola - Cgil, Cisl, Uil, Snals, GIlda, Anief e Anp - sono stati convocati oggi pomeriggio dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi per parlare, presumibilmente, della riapertura di tutte le scuole nelle zone gialle e arancioni, come annunciato in conferenza stampa dal premier Draghi e dal ministro Speranza. 

I presidi

Perplessi anche i presidi: "La decisione del premier Draghi di far rientrare tutti gli alunni delle superiori in presenza va sicuramente incontro alle richieste delle famiglie. Ritornare tutti in classe nell'ultimo mese di scuola ha un indubbio valore simbolico che non possiamo disconoscere. Dobbiamo però anche garantire la sicurezza di tutto il sistema", dichiara il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. "Si deve quindi prendere in considerazione - aggiunge - il trasporto pubblico locale e risolvere finalmente la questione dello screening basato sui tamponi rapidi".