Le regioni che potrebbero essere già gialle
Le regioni che potrebbero essere già gialle

Roma, 17 aprile 2021 - Il 26 aprile l'Italia riapre: tornano le zone gialle, sia pur 'rafforzate' e il governo ha previsto una serie di riaperture (qui tutti i dettagli) e la possibilità di tornare a spostarci tra le regioni (qui come funziona il nuovo pass). Ieri (venerdì) è cambiata come di conseuto la mappa dei colori dell'Italia (per ora divisa tra zona arancione e zona rossa) con la Campania che passa in zona arancione (rosse restano solo Puglia, Sardegna e Val d'Aosta).

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Ma in vista del 26 aprile è fondamentale capire già oggi quali regioni potrebbero avere i numeri da zona gialla. Un primo check è possibile farlo subito con l'avvertenza che ci basiamo sui numeri - indice Rt (qui tutti i dati regione per regione) e incidenza - che nei prossimi giorni potrebbero cambiare. Decisivo sarà quindi il monitoraggio di venerdì 23 aprile quando in base ai dati consolidati del'Istituto Superiore di sanità il ministro Speranza, dopo la cabina di regia, firmerà le nuove ordinanze.

Ad oggi comunque (lasciando da parte i numeri sulle vaccinazioni: bisognerà vedere se e come saranno valutati), avrebbero già numeri da zona gialla almeno 13 fra province autonome e regioni. Ricordiamo che si entra in zona rossa con un Rt a partire da 1.25 o con un incidenza settimanale superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti. In zona arancione con un Rt pari o superiore a 1.

Quindi potrebbero avere numeri da zona gialla Abruzzo (incidenza 122, Rt 0.92), Calabria (183; 0.9), Emilia-Romagna (182; 0.78), Friuli Venezia Giulia (156; 0.72), Lazio (161; 0.79), Lombardia (163; 0.78), Marche (155; 0.9), Molise (88; 0.79), Piemonte (204; 0.75), Umbria (102; 0.84), Veneto (134; 0.81) e le Province di Trento e Bolzano (incidenza a 128 e 87, Rt 0.69 e 0.87).

Come si vede alcuni numeri dell'Rt sono al limite e ci sono altre regioni, vedi la Toscana che un Rt appena oltre la soglia (1.01) che quindi venerdì 23 aprile potrebbero avere le carte in regola.

Il coprifuoco resta

Anche in zona gialla resta il coprifuoco: non potremo quindi uscire di casa dalle 22 alle 5 se non per i soliti motivi di lavoro, salute o necessità. Alla fine il governo ha ritenuto di non spostare in là l'orario anche con i ristoranti all'aperto che potranno servire a cena. Oggi sul coprifuoco è intervenuto il leader della Lega, Matteo Salvini (qui l'intervista al nostro giornale): "Prossimi obiettivi: anticipare riaperture al chiuso e cancellare il coprifuoco delle 22. Avanti, non si molla".