Il luogo in cui è stato trovato il corpo, a fianco Morreale e Roberta Siragusa (Ansa)
Il luogo in cui è stato trovato il corpo, a fianco Morreale e Roberta Siragusa (Ansa)

Palermo, 26 gennaio 2021 - Pietro Morreale, il ragazzo di 19 anni accusato di avere ucciso la fidanzata di 17 anni, Roberta Siragusa, "provava un sentimento 'morboso' nei confronti della vittima". "Non l'ho uccisa", è l'unica frase pronunciata dal giovane ieri davanti al pm. Per i magistrati il 19enne ha una "personalità incline al delitto e insensibile alla gravità dell'evento", scrivono nelle motivazioni del fermo i magistrati della Procura di Termini Imerese. Secondo alcuni conoscenti era geloso e violento: "La picchiava e la minacciava". La difesa del giovane ha chiesto l'incidente probatorio, così slitta l'autopsia sul corpo della ragazza. E Slitta a domani anche l'udienza di convalida del fermo: il gip dovrà pronunciarsi sulla conferma del provvedimento e sulla richiesta di custodia cautelare in carcere. 

La procura ha emesso ieri il provvedimento di fermo per omicidio volontario e occultamento di cadavere per il 19enne di Caccamo: è accusato di aver ucciso la fidanzata e di aver cercato di disfarsi del corpo bruciandolo ("Roberta era già morta quando è stato bruciato il corpo"), e cercando di precostituirsi un alibi con un messaggio a un amico la mattina del ritrovamento del corpo della vittima, chiedendogli se sapesse dove era la ragazza, si legge nel provvedimento.

Domenica mattina, dopo aver portato i carabinieri sul luogo in cui era il cadavere, aveva dato una versione che i pm ritengono assolutamente falsa: aveva raccontato che insieme a Roberta, con cui aveva partecipato a una festa, si era appartato in auto. I due avrebbero litigato e la ragazza sarebbe scesa dalla macchina e si sarebbe data fuoco con la benzina che il fidanzato teneva in una bottiglia in macchina. Il ragazzo avrebbe cercato di soccorrerla, poi sotto choc sarebbe fuggito e sarebbe tornato a casa. All'alba avrebbe detto ai suoi quel che era successo e col padre sarebbe andato in caserma. 

La versione, confermata sostanzialmente dai genitori e dalla sorella di Morreale, per i pm "presenta alcune determinanti incongruenze che raffrontate con altre dichiarazioni costituiscono un quadro indiziario particolarmente grave". Per i pm sono "decisive" le immagini "estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza". Nel provvedimento è citata in particolare una telecamera di una abitazione in contrada San Rocco che "conduce al luogo del rinvenimento", unica "via di accesso di Caccamo". "Dalla visione dei filmati - scrive il pm - è stato accertato che la Fiat Punto di Morreale è transitata per due volte lungo la strada. Precisamente i video mostrano la Fiat Punto effettuare un primo passaggio verso il luogo del ritrovamento del cadavere alle 2.37 per poi ritornare alle 2.43. Successivamente si nota un secondo passaggio della medesima auto alle 3.20 con rientro alle 3.40". Circostanza, scrive il pm, che "non ha trovato alcun riscontro nella versione fornita dall'indagato".  

Amica: "La picchiava e la minacciava"

I conoscenti lo hanno destritto come un ragazzo morbosamente geloso e violento."So che Pietro la picchiava e la minacciava" ha affermato un'amica di Roberta, sentita dai magistrati domenica mattina dopo il ritrovamento del cadavere. "Pietro diceva che se lei avesse riferito di queste violenze, lui avrebbe fatto del male sia a lei che alla sua famiglia", ha detto la ragazza tra le lacrime. La sera della festa aveva scritto due messaggi a un amico, che le ha risposto. "Avevo un brutto presentimento e le ho scritto di chiamarmi se avesse avuto bisogno. Non ho dormito tutta la notte".

La difesa: incidente probatorio. Slitta l'autopsia

La difesa di Pietro Morreale ha chiesto l'incidente probatorio, facendo slittare l'autopsia sul corpo della ragazza. Solo nelle prossime ore sarà fatto l'esame autoptico. Intanto gli accertamenti sull'omicidio continuano, scrivono i pm.