"Dopo la somministrazione del vaccino, le reazioni immediate del paziente vengono monitorate per i successivi dieci minuti dal personale sanitario preposto – precisa l’esperto –. La fase più delicata è comunque quella che va da a una a tre settimane dopo l’inoculazione del siero".

"In presenza di sintomi specifici – raccomanda Pregliasco – è bene rivolgersi immediatamente al medico di famiglia o a un Pronto soccorso. Si è visto che le trombosi che si potrebbero manifestare dopo la somministrazione del vaccino richiedono un trattamento diverso rispetto a quelle dovute ad altre cause. Si tende, ad esempio, ad evitare il ricorso all’eparina, a sottoporre il paziente a trasfusioni e si utilizzano altre tipologie di farmaci anticoagulanti".

"La cosa importante – conclude lo specialista – è non perdere tempo, non sottovalutando alcun tipo di segnale. Vorrei però sottolineare che l’eventualità che si manifestino reazioni avverse è davvero rara. A tutt’oggi i casi di trombosi che hanno portato al decesso dei pazienti sottoposti al vaccino sono undici su tre milioni di dosi".