Grosseto, 16 dicembre 2014 - Poco più di un anno dopo la scomparsa di Francesca Benetti, l'insegnante in pensione di cui si sono perse le tracce dal 4 novembre del 2013, inizierà domani mercoledì il processo ad Antonino Bilella, 70 anni, custode di Villa Adua di Potassa di Gavorrano. Il luogo dove è stata vista per l'ultima volta la donna, originaria di Cologno Monzese. L'uomo, che è accusato di omicidio premeditato, occultamento di cadavere, stalking e violenza sessuale, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento fin dal primo giorno, ma i magistrati che hanno indagato, i sostituti Salvatore Ferraro e Marco Nassi, sono convinti che a uccidere l'insegnante in pensione sia stato proprio lui. Forse al culmine di una lite, dopo che la donna aveva respinto le sue avances, oppure per questioni di lavoro. Pesanti gli indizi nei confronti di Bilella: le due chiazze di sangue della vittima che i carabinieri del Ris rilevarono nel bagagliaio della Fiat Punto di Bilella e la macchie di sangue del settantenne nell'appartamento della Benetti, che per i magistrati è il luogo del delitto. La difesa di Bilella, sostenuta dagli avvocati Bruno Leporatti, Francesca Carnicelli e Riccardo Lottini, punterà sulla mancanza di un corpo per poter parlare di omicidio e sulle dichiarazioni di innocenza che il custode va ripetendo da quando è finito in una cella. Sessanta i testimoni citati dall'accusa. L'inizio della prima udienza davanti alla Corte di assise di Grosseto, composta dai giudici togati Giovanni Puliatti e Sergio Compagnucci e da sei giudici popolari, è fissato per le 9.30.