di Antonio Troise Più tutele per lavoratori precari, apprendisti e – novità dell’ultima ora – per chi opera nello spettacolo. Premi per le aziende che assumono dalle aree di crisi, ma anche per quelle che non ricorrono alla cassa integrazione. E, poi, l’estensione dei sussidi alle piccolissime imprese, anche con un solo dipendente. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, scopre le carte sulla riforma degli ammortizzatori sociali, diventata di estrema urgenza dopo lo stop al blocco dei licenziamenti deciso dal governo. Il primo appuntamento è per lunedì, quando il responsabile del dicastero di via Veneto incontrerà i leader dei sindacati. Obiettivo: chiudere il round delle...

di Antonio Troise

Più tutele per lavoratori precari, apprendisti e – novità dell’ultima ora – per chi opera nello spettacolo. Premi per le aziende che assumono dalle aree di crisi, ma anche per quelle che non ricorrono alla cassa integrazione. E, poi, l’estensione dei sussidi alle piccolissime imprese, anche con un solo dipendente.

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, scopre le carte sulla riforma degli ammortizzatori sociali, diventata di estrema urgenza dopo lo stop al blocco dei licenziamenti deciso dal governo. Il primo appuntamento è per lunedì, quando il responsabile del dicastero di via Veneto incontrerà i leader dei sindacati. Obiettivo: chiudere il round delle trattative in tempo utile per presentare la riforma in Parlamento a settembre.

Una tabella di marcia serrata. Non solo perché l’intervento è espressamente previsto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma anche perché, sul tavolo, sono molti i nodi ancora da sciogliere. A cominciare dalle risorse che l’esecutivo ha intenzione di mettere in campo per rivoluzionare l’attuale sistema dei sussidi. Si parte dalla dote minima di 1,5 miliardi recuperata dallo stop al meccanismo del cashback. Ma la cifra necessaria per coprire tutti gli interventi in programma oscilla fra i 7 e i 10 miliardi.

Nella bozza che il ministro presenterà ai sindacati è prevista l’istituzione di un Fondo emergenziale intersettoriale che per i primi due anni sarà a carico della fiscalità generale per poi essere alimentato direttamente dalle categorie. Scompare la cassa integrazione in deroga, ma solo perché tutti i lavoratori avranno una copertura, più o meno lunga e più o meno ricca, a seconda dei settori di appartenenza.

La nuova "cassa" potrà infatti variare da un minimo di 9-12 settimane fino a un massimo di 25-30. Molto dipenderà dalle risorse che il governo metterà in campo. Gli ammortizzatori riguarderanno tutti i lavoratori subordinati, anche con un’anzianità minima e indipendentemente dall’organico delle imprese. I sussidi saranno estesi agli autonomi, ai lavoratori a domicilio e agli apprendisti. Anche i professionisti a basso reddito avranno giornate di malattie aggiuntive rispetto ad oggi. Ci saranno, inoltre, due ulteriori causali per accedere alla Cig: la "prospettata cessazione dell’attività" e la "liquidazione giudiziale".

Sarà rafforzato, con incentivi economici e l’aumento delle percentuali di riduzione dell’orario di lavoro, il contratto di solidarietà, esteso pure ai datori di lavoro che occupano sino a 15 dipendenti. "Conseguentemente – si legge nella bozza – sarà abrogato l’assegno di solidarietà". Rifinanziato fino al 2026 il cosiddetto contratto di espansione (l’istituto che prevede uno “scivolo“ pensionistico fino a 5 anni) ed esteso alle imprese più piccole. Un capitolo importante è destinato alle politiche attive per il ricollocamento dei lavoratori in Cig che non hanno la possibilità di rientrare in azienda. Per loro si apriranno le porte della "Garanzia di occupabilità dei lavoratori", il programma finanziato con 223 milioni per il 2021 che prevede l’erogazione di servizi specifici e di attività di formazione. Ci saranno, poi, incentivi ad hoc per le imprese che aumenteranno l’organico "pescando" nel bacino dei cassintegrati, anche ricorrendo al contratto di somministrazione. Il Mise sta, poi, studiando norme ad hoc che consentano di "favorire" le aziende che assumeranno lavoratori dalle aree di crisi.