Pierre Carniti nel 2016 (Ansa)
Pierre Carniti nel 2016 (Ansa)

Milano, 5 giugno 2018 - È morto Pierre Carniti, storico sindacalista della Cisl. Aveva 81 anni. E' stato segretario generale del sindacato dal 1979 al 1985.

Carniti è morto mentre si trovava ricoverato all'ospedale generale Madre Giuseppina Vannini a Roma  Negli ultimi giorni le condizioni di salute del sindacalista si erano aggravate. L'aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Pierre Carniti. Ad annunciare la scomparsa dell'ex segretario della Cisl, chiedendo il momento di raccoglimento, è stata la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Carniti era malato da tempo. Nato a Castelleone, in provincia di Cremona, era tipografo e cominciò a fare sindacato a Milano alla fine degli anni '50. Nel 1955 entrò nella segreteria della federazione dei metalmeccanici, della quale divenne leader nel 1970. Sarà tra i promotori della prima esperienza unitaria dei metalmeccanici. Cattolico militante, a favore degli operai, nel 1979 divenne segretario generale della Cisl che guidò poi nel periodo difficile dell'accordo del 1984 sulla scala mobile (l'accordo di San Valentino). Dopo aver lasciato il sindacato, Carniti fu per due volte eurodeputato nelle file prima del Psi e poi dei Democratici di Sinistra. Era nipote della poetessa Ada Merini. 

Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl, su Twitter scrive: "Ci ha lasciati Pierre Carniti. È un momento di dolore e di lutto per la Cisl e per tutto il movimento sindacale italiano.Pierre e' stato per i lavoratori un punto di riferimento, una guida morale e politica. Un sindacalista che ha segnato un'epoca. Lascia un vuoto enorme".

Anche Lorenzo Guerini (Pd) affida al suo profilo Twitter il suo dolore: "Un ricordo affettuoso e riconoscente di Pierre Carniti, del suo impegno e della sua dedizione per i lavoratori, per i loro diritti e per il destino dell'Italia".

Maurizio Martina, segretario reggente Pd, suol social network scrive: "Un ricordo commosso di Pierre Carniti. Un riformista coraggioso, un grande sindacalista. L'Italia tutte deve essergli grata per il suo impegno".

Cordoglio espresso da tutta la Cgil:  "Ci lascia un uomo giusto, un grande sindacalista sempre capace di innovare, un amico dei lavoratori, un fine intellettuale", scrive su Twitter Susanna Camusso. "A lui, pur nelle differenze - aggiunge il segretario generale della Cgil - abbiamo guardato come a un punto di riferimento. Ci, mi, lascia un vuoto enorme". 

Al dolore per la perdita si aggiunge anche Giorgio Benvenuto, storico leader della Uil e protagonista con Pierre Carniti, Luciano Lama e Bruno Trentin della grande stagione dell'unità sindacale: "È come se mancasse una parte di me". E ricorda: "Quando parli con le persone ti guardano e ti dicono: tu sei Giorgio Benvenuto, mi ricordo di voi con Carniti e Trentin, oppure con Luciano Lama. Eravamo il simbolo del sindacato e dell'unità del sindacato". 

Il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli scrive: "La notizia della scomparsa di Pierre Carniti lascia un grande vuoto in tutti noi. Pierre è stato tra i più grandi sindacalisti del nostro Paese". Bentivogli ricorda: "Carniti ha iniziato il suo percorso sindacale nella Fim Cisl da operatore della zona Sempione a Segretario generale della Fim di Milano. Fu segretario generale della Fim nazionale prima di approdare alla guida della Cisl dal 1979 al 1985". "E' stato un 'sindacalista d'assalto', un vero leader, ha guidato le lotte dei metalmeccanici in periodo difficile ma ricco di conquiste per i lavoratori e per il Paese, tra cui l'importante stagione che portò ad importanti contratti nazionali dei metalmeccanici alla fine degli anni Sessanta oltre che, all'affermarsi di diritti fondamentali sindacali nelle fabbriche". Caro "Pierre, grazie a nome della Fim Cisl per averci insegnato a non rassegnarci anche al conformismo, a partire da quello sindacale e soprattutto a non temere mai e poi mai il futuro", sottolinea il sindacalista della Fim Cisl.   

"Fu un grande innovatore, spesso in controtendenza rispetto al comune pensare di quegli anni, si batté per l'affermazione della contrattazione aziendale e fu il principale protagonista della politica dei redditi e dell'accordo di San Valentino del 1984", continua Bentivogli. "Fu parlamentare europeo e uomo di grande rettitudine e onestà intellettuale. Uomo capace di suscitare passioni e promuovere valori attorno all'organizzazione dei lavoratori, il suo esempio resta un riferimento insostituibile per la Fim. Il coraggio di osare più democrazia sostanziale e di restituire valore al lavoro sono come ieri traiettorie del lavoro sindacale che Pierre ha insegnato a tutti noi".