di Giovanni Rossi Gli over 80 saranno immunizzati con "4 settimane" di ritardo sul cronoprogramma vaccinale. Colpa dei rallentamenti nelle consegne del vaccino Pfizer-BioNTech e della riduzione produttiva del siero AstraZeneca (peraltro in attesa di approvazione e ancora col dubbio che possa essere precluso agli over 55). Ad anticiparlo a Domenica in è il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che sceglie il programma più caro agli anziani per le cattive notizie del momento. A tutti gli altri vaccinandi andrà anche peggio: lo slittamento sarà almeno "di 6-8 settimane". Ad essere maggioremente colpiti colpiti...

di Giovanni Rossi

Gli over 80 saranno immunizzati con "4 settimane" di ritardo sul cronoprogramma vaccinale. Colpa dei rallentamenti nelle consegne del vaccino Pfizer-BioNTech e della riduzione produttiva del siero AstraZeneca (peraltro in attesa di approvazione e ancora col dubbio che possa essere precluso agli over 55). Ad anticiparlo a Domenica in è il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che sceglie il programma più caro agli anziani per le cattive notizie del momento.

A tutti gli altri vaccinandi andrà anche peggio: lo slittamento sarà almeno "di 6-8 settimane". Ad essere maggioremente colpiti colpiti saranno quindi i 13 milioni e 400mila italiani tra i 60 e i 79 anni e i 7 milioni e 400mila con almeno una comorbilità cronica. Poi, a seguire, tutti gli altri. Da oggi – informa il viceministro – le dosi saranno infatti prioritariamente utilizzate "per garantire il richiamo a coloro che hanno ricevuto la prima somministrazione". Ciò significa che anche l’immunizzazione completa delle categorie protette individuate per la prima fase (operatori sanitari e sociosanitari, ospiti e personale Rsa, pazienti fragilì, per un totale di 7 milionidi persone) slitterà di almeno "due settimane", stima il governatore ligure Giovanni Toti.

Commissario all’emergenza e Regioni sono in subbuglio. Il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia prova a mediare, ma il nervosismo è forte. Solo 12 regioni e province autonome su 21 si sono infatti attenute alla misura prudenziale di accantonare il 30% delle dosi per i richiami. Così "chi pensava di correre e fare le gare", esemplifica ancora Toti, ora sta "appeso". Gli scostamenti medi sono in realtà inferiori al 10% e quindi ampiamente recuperabili perché è certo che i flussi non si interromperanno. Ma è ormai chiaro a tutti che le molte variabili distributive in gioco (almeno sino al via libera per AstraZeneca) costringeranno i centri vaccinali a rallentare le inoculazioni. Il report di ieri (ore 16.02) ufficializza che le dosi vaccinali già iniettate in Italia sono 1.370.449; 93.662 gli italiani immunizzati (0,21% dei 40 milioni in target).

Oggi la Commissione Ue chiamerà AstraZeneca e Pfizer-BioNtech a rispondere dei tagli. Quest’ultima assicura che da questa settimana le consegne torneranno a reime, ma intanto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, ex premier belga, promette che la Ue farà "rispettare" le intese utilizzando "tutti i mezzi giuridici a disposizione". "Le case farmaceutiche onorino i contratti ", intima il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in linea con il premier Giuseppe Conte. "Requisire i vaccini delle multinazionali" prodotti in Europa "impedendo di venderli dove meglio conviene: è questo che gli italiani si aspettano", rilancia il governatore siciliano Nello Musumeci.

Industriale la proposta di Forza Italia a firma Sestino Giacomoni: "Accedere ai 37 miliardi del Mes per comprare le licenze dei vaccini e farli produrre in Italia da Menarini e Angelini". Obiettivo: "Vaccinare tutti h24", accelerando "l’uscita dalla crisi". Sileri ipotizza invece "un accordo quadro europeo" di produzione vaccinale "conto terzi".