Piero

Degli Antoni

Il trucco c’è ma si vede. Elisabetta Canalis non ha fatto molto di più di ciò che fanno quotidianamente altri influencer, a cominciare da quella coppia famosa che abita in lussuosi attici milanesi. Ha pubblicato sui social un breve video della figlia Skyler (6 anni) che scimmiotta, con tenero candore, atteggiamenti da make up artist: insegna a mettersi il lipstick e il blush. Pubblicare sui social foto o video dei figli, preferibilmente piccoli, sembra essere diventata l’arma di automarketing più potente per promuoversi: fanno tenerezza e testimoniano al di là di ogni ragionevole dubbio che sei una mamma (o un papà) amorevole. Tutto però avviene senza consultare il diretto o la diretta interessata, che non può esprimere il proprio parere.

In un’epoca di occhiuta tutela delle più estreme minoranze, nessuno si occupa di una maggioranza silenziosa che non viene mai interpellata: i bambini. I genitori non possiedono la potestà assoluta sulla prole: la stessa attenzione che usano verso il rinoceronte di Giava o il leopardo dell’Amur dovrebbero applicarla alla propria figliolanza.

E se un domani Skyler, divenuta adulta, si sentisse a disagio per quelle antiche immagini?

È lo stesso sfregio all’infanzia commesso da certe trasmissioni tv che forzano i piccoli a parodiare in modo stridulo gli adulti. Lasciarli in pace è facile: un gioco da ragazzi.