Nel decreto legge sui sanitari in pensione coinvolti nelle vaccinazioni c’è un problema: la retribuzione del servizio svolto sospende la pensione per la durata del contratto. In soldoni, un medico in pensione per i mesi che somministra vaccini dovrebbe guadagnare meno di mille euro al mese al posto dei circa 3mila-3.500 dell’Inps. Insomma, dottor Luigi Bagnoli (nella foto), bisogna pagare per aiutare l’Italia. "È ovvio che se vengono poste difficoltà di questo genere non si...

Nel decreto legge sui sanitari in pensione coinvolti nelle vaccinazioni c’è un problema: la retribuzione del servizio svolto sospende la pensione per la durata del contratto. In soldoni, un medico in pensione per i mesi che somministra vaccini dovrebbe guadagnare meno di mille euro al mese al posto dei circa 3mila-3.500 dell’Inps.

Insomma, dottor Luigi Bagnoli (nella foto), bisogna pagare per aiutare l’Italia.

"È ovvio che se vengono poste difficoltà di questo genere non si riesce a ottenere la partecipazione dei medici in pensione – risponde Luigi Bagnoli, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna –. La legge non è comprensibile: l’unica spiegazione è nell’eccesso di burocrazia in Italia".

Ma non c’è solo la questione della retribuzione.

"No, infatti. I volontari non possono fare più di dodici ore a settimana, non capisco il motivo. E non sono candidabili i sanitari con oltre 70 anni. È una corsa a ostacoli".

Forse il governo ha voluto evitare rischi per gli anziani.

"Va bene cautelarsi e, addirittura, non fidarsi di un 70enne, ma in una situazione di questo genere ci sono anziani utili e vanno messi in campo".

A Bologna quanti sono i medici a riposo che rinunceranno per questi motivi?

"Oltre venti".

Invece per gli specializzandi, che guadagnano circa 20mila euro all’anno, questo problema non esiste.

"Certo, loro posso avere due retribuzioni. Chissà".

Come mai sono stati coinvolti poco i medici di medicina generale? È stato un problema di compensi?

"Assolutamente no. Non sono proprio stati coinvolti, nonostante siano abituati a somministrare siero da sempre".

Forse per la difficoltà di conservazione di alcuni vaccini?

"È vero che Pfizer e Moderna presentano queste criticità, ma non sono ostacoli insormontabili. Vediamo se con Johnson & Johnson saremo coinvolti di più. Se, quando avremo le dosi, grazie al nostro aiuto potessimo vaccinare 900mila persone al giorno e non lo facessimo, sarebbe un problema grave".

Quali altre difficoltà avete incontrato nelle vaccinazioni?

"Il consenso informato, costruito così, è poco giustificato. Questa vaccinazione ha interesse mondiale, non ci può essere un modulo che rischia di allontanare le categorie fragili, come i cardiopatici e i diabetici".

Favorevole all’obbligo di vaccinare i sanitari?

"È triste vedere medici che non si vaccinano, significa non conoscere la medicina e rifiutare le basi della scienza".

Alessandro Belardetti

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