Una pizza dedicata alla Silicon Valley in miniatura della Apple Academy a San Giovanni a Teduccio (Napoli)
Una pizza dedicata alla Silicon Valley in miniatura della Apple Academy a San Giovanni a Teduccio (Napoli)

Giovanni

Serafini

Il reportage è impietoso: Napoli città del terzo mondo, sgangherata, fatiscente, asfissiata dai debiti, incapace di evolvere… Napoli capitale della disoccupazione, dell’inefficienza, del malcostume… Napoli con il suo traffico infernale, con i suoi giardini abbandonati, con la metro che resta incompiuta e mal funzionante, le sue scuole ridotte a pattumiera, il suo organico comunale insufficiente, la sua povertà esplosiva, la Camorra ancora presente…

È l’immagine a fosche tinte evocata dalla giornalista Valérie Segond, per vent’anni reporter della Tribune e di Le Monde a Hong Kong e adesso corrispondente dall’Italia per Le Figaro. Una vera città del Sud – scrive – piena di problemi e di contraddizioni. Unica luce di speranza nel buio disorganizzato, la Silicon Valley in miniatura rappresentata dalla Apple Academy di San Giovanni a Teduccio. E il turismo, 6 milioni di persone nel 2019 che viste le premesse non si capisce cosa ci siano andate a fare.

Lo sapevano perfettamente invece gli artisti e gli scrittori di ieri e di oggi che a Napoli hanno lasciato il cuore nonostante i lazzaroni, la sporcizia e la miseria. "Napoli è il fiore del paradiso", scrive il grande Alexandre Dumas. "È la più bella città dell’universo", afferma De Musset. E Johann Wolfgang Goethe, che la visitò nel 1787 : "Il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne: io scuso tutti coloro cui la vista di Napoli fa perdere il senno".