17 mar 2021

Pd, primo siluro a Letta: Gualtieri si candida e spiazza il segretario

Già finita l'unanimità: l’ex ministro fa trapelare come cosa fatta l’accordo sul suo nome sindaco di Roma. "Sorpresa" al Nazareno. Il risiko della candidature per le amministrative è molto complesso: solo Milano è sicura, nella altre piazze giochi tutti aperti

antonella coppari
Cronaca
L’ex ministro Roberto Gualtieri, 54 anni, e il neo segretario del Partito democratico, Enrico Letta, 54 anni
L’ex ministro Roberto Gualtieri, 54 anni, e il neo segretario del Partito democratico, Enr

La ’notizia“’ della candidatura di Gualtieri a sindaco di Roma raggiunge Enrico Letta all’ora di pranzo, mentre è in video conferenza con la stampa estera. La sorpresa certo non depone a favore di un Pd in cui le sciabole sono state rimesse nella guaina. Al contrario è quasi uno schiaffo in faccia. Al quale il segretario non manca di reagire: una forzatura "lunare", la definisce con i suoi. Non per "l’ottimo" nome: "Roberto è un grande amico e presto lo incontrerò". Ma per il metodo "opaco, figlio delle correnti", eredità di un passato che solo domenica lui ha spiegato di voler cancellare dal partito. Nega che i giochi siano già fatti: "Nulla è deciso – mettono in chiaro al Nazareno – il segretario si è appena insediato e non ha avuto modo di aprire il dossier amministrative". Si vota in autunno, del resto. Da dove sia partito il siluro resta oscuro. C’è chi sospetta Zingaretti, ma il nervosismo che è campeggiato per tutto il giorno in Regione Lazio sembra scagionare l’ex segretario. Come sempre in questi casi il solito sospetto è Goffredo Bettini. La dirigenza romana mette le mani avanti: "Noi siamo impegnati in un percorso che vede la partecipazione di tutti", taglia corto Bruno Astorre, segretario regionale. Con lui e con il segretario del Pd romano, Casu, Letta chiarisce in serata in video-call che "non può funzionare così. D’ora in poi le scelte vanno fatte in modo condiviso". E, d’altra parte, sottolinea in pubblico: "Io sono l’ultima chance per il Pd". L’ex premier vorrebbe usare la piazza romana come primo banco di prova del dialogo con tutte le forze del suo centrosinistra. Mira a una candidatura condivisa da tutti, anche con Renzi cui non evita una stilettata: "Non fa parte del Pd". E magari con lo stesso M5s: visto ...

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