San Marino, 16 ottobre 2015 - Si sono amati per quattro anni. Con la stessa passione e la stessa tenerezza di un marito e una moglie. "Sì, siamo stati una coppia felice, per molto tempo...", racconta lei. Talmente innamorata di lui, da accettare di dover vivere la storia d’amore nell’assoluta clandestinità. Perché quell’uomo portava (e porta ancora) l’abito talare. Lui, un prete della diocesi di San Marino e del Montefeltro piuttosto avanti con l’età. Lei, una riminese sulla cinquantina, divorziata e rimasta stregata da quel don a cui si era rivolta dopo una crisi spirituale.

È cominciata così nel 2011 la storia tra Michela (nome di fantasia) e l’anziano sacerdote di San Marino. I primi approcci iniziano via mail: la donna gli chiede consigli per ritrovare la fede perduta, lui risponde con grande gentilezza e disponibilità, e tutta la saggezza di un uomo di Chiesa. Poi arrivano le telefonate, i primi incontri al ristorante e in canonica, fino a quando il prete si dichiara alla donna e confessa di amarla. È un amore ricambiato: per Michela "era il principe azzurro, l’uomo con cui avevo trovato la felicità".

La storia va avanti, "tra alti e bassi, tra litigi e carezze", fino a due mesi fa. Per un paio d’anni la relazione segreta va avanti senza problemi. E la donna accetta anche le richieste del prete. "Per lui ho fatto tutto... Ho cambiato colore dei capelli, ho smesso di truccarmi, ero arrivata a vestirmi come voleva lui", rivela. Ma a un certo punto qualcosa "in lui cambia". La relazione si incrina. Si lasciano e si mollano svariate volte, il prete le dice che "è stata mandata da Satana". Ma dopo ogni litigio, il sacerdote torna sui suoi passi. Prova un affetto grande per Michela, e lei per lui. Fino a quando la donna si accorge di non essere l’unica. "Ho scoperto che flirtava con altre, ne ero praticamente certa". Michela entra in crisi, si rivolge anche a uno psicologo.

Il sacerdote minaccia di fare gesti inconsulti, non accetta di restare solo. Ma è Michela, "con grande fatica", a scegliere di troncare la relazione, due mesi fa. E di raccontare ora la sua storia d’amore con il religioso. Lo fa perché convinta che Papa Francesco debba compiere un’altra grande rivoluzione nella Chiesa di oggi: abolire il celibato obbligatorio per i preti. E perché esasperata da un uomo che, dice adesso, "mi ha ferito nell’anima, mi ha destabilizzato".

E se lei è entrata in terapia, anche per il sacerdote le conseguenze di questo amore impossibile non sono state meno devastanti.

La sua salute, già precaria, si è aggravata. E la diocesi, informata dalla donna della relazione segreta, ha già preso provvedimenti, ‘costringendo’ il sacerdote a dimettersi dall’incarico di parroco. Una scelta che va nella direzione imboccata da Bergoglio: il Papa ha chiesto "perdono" per gli scandali a sfondo sessuale che hanno pesantemente segnato il Vaticano nelle ultime settimane, dal giro di prostituzione che ha coinvolto l’ordine dei Carmelitani scalzi all’outing del teologo polacco Charamsa, che ha confessato di essere gay e avere un compagno.