Papa Francesco (Ansa)
Papa Francesco (Ansa)

Roma, 12 giugno 2015 -  E' il Papa delle aperture e dell'innovazione, Bergoglio. L'ultima riguarda la Pasqua. Francesco preme per una data fissa, per festeggiare la festa cristiana contemporaneamente agli ortodossi. "Dobbiamo metterci d'accordo e la Chiesa cattolica è disposta sin dai tempi di Paolo VI a rinunciare al primo solstizio dopo la luna piena di marzo", ha detto Francesco, parlando al raduno mondiale dei sacerdoti in San Giovanni in Laterano. Le premesse per un'intesa ci sarebbero. Il rapporto con il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, è "molto buono". Bergoglio l'aveva perfino invitato a Roma per presentare la sua enciclica ecologica la settimana prossima. Ci sono contatti anche con il patriarca di Mosca Kirill e il Papa è fiducioso sull'esito del prossimo sinodo panortodosso, nonostante le supposte tensioni tra Mosca e Istanbul. D'altra parte, "non sono stati i luterani che hanno saccheggiato Costantinopoli, siamo stati noi - ricorda Bergoglio, facendo mea culpa - E sono stati i cattolici che hanno invaso la Russia due volte".

CHIESA E' DONNA - Papa Francesco torna poi a dedicare la sua attenzione all'universo femminile. Dopo aver difeso la donna, il suo ruolo nella famiglia, e il suo diritto al lavoro, oggi Bergoglio si è spinto oltre. "Sono contento che qui in prima fila ci siano le donne, perché anche le donne ricevono lo Spirito santo", ha detto il Papa al ritiro mondiale dei sacerdoti, in San Giovanni in Laterano. "Il genio femminile nella Chiesa è una grazia, la Chiesa è donna, è 'la' Chiesa, non 'il' Chiesa, è sposa di Cristo, è madre del santo popolo fedele di Dio". "Le donne qui sono immagine e figura della chiesa della madre - ha aggiunto - esprimono in modo speciale la collaborazione". Ai reclami femministi il Pontefice risponde che "Maria è molto più importante degli apostoli".

LA MENTE IN UCRAINA, IL CUORE IN AFRICA - A due giorni dall'incontro con Putin, il Papa parla di Ucraina. La sua è una riflessione politica. Tra Occidente e Oriente "c'è una tensione culturale che oggi si è nuovamente scaldata - ha detto - Una tensione geopolitica che solamente col dialogo politico possiamo affrontare". Bergoglio lascia trapelare il suo pessimismo nei confronti del patto di Minsk: " E' stato firmato da tutte le parti - dice - ma è difficile metterlo in pratica". Se la mente guarda ad Est, il cuore è già a Sud. A novembre infatti Il Papa volerà in Africa: due le tappe più sicure, Uganda e Repubblica Centraficana. Si sta valutando di aggiungere il Kenya, ma "per ora è solo una possibilità". Lo ha rivelato lo stesso Francesco rispondendo a un sacerdote africano, durante il ritiro.