Per retrocedere in zona gialla una regione tra l’altro deve avere il livello di occupazione delle rianimazioni superiore al 10%
Per retrocedere in zona gialla una regione tra l’altro deve avere il livello di occupazione delle rianimazioni superiore al 10%
In un mese i contagi sono sestuplicati, triplicati i ricoveri e raddoppiati i decessi. Come dire, la Sicilia viaggia a pieno ritmo verso il declassamento in zona gialla. Chissà, forse già dal prossimo lunedì nel caso in cui il nuovo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità confermi l’andamento disastroso della pandemia sull’isola. A partire dal dato sull’occupazione dei reparti non intensivi negli ospedali che in regione tocca quota 14% – fonte Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) –, cioé un punto sotto la soglia che, insieme ai dati sull’incidenza del virus per 100mila abitanti e sulla saturazione delle rianimazioni per Covid, fa scattare l’abbandono della zona bianca. In base ai nuovi parametri, nello specifico una regione passa in giallo, qualora l’impatto dei...

In un mese i contagi sono sestuplicati, triplicati i ricoveri e raddoppiati i decessi. Come dire, la Sicilia viaggia a pieno ritmo verso il declassamento in zona gialla. Chissà, forse già dal prossimo lunedì nel caso in cui il nuovo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità confermi l’andamento disastroso della pandemia sull’isola. A partire dal dato sull’occupazione dei reparti non intensivi negli ospedali che in regione tocca quota 14% – fonte Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) –, cioé un punto sotto la soglia che, insieme ai dati sull’incidenza del virus per 100mila abitanti e sulla saturazione delle rianimazioni per Covid, fa scattare l’abbandono della zona bianca. In base ai nuovi parametri, nello specifico una regione passa in giallo, qualora l’impatto dei casi di infezione settimanali per 100.000 abitanti sia compreso tra 50 e 150 e contemporaneamente il tasso di occupazione delle terapie intensive superi il 10%, come accade attualmente in Sardegna, e quello dei reparti ospedalieri travalichi la linea del 15%, vedesi il trend poco invidiabile della Sicilia. Da qui l’attenzione al monitoraggio costante di questi valori che raccontano l’andamento della pandemia e che sono crescenti in questi giorni soprattutto al centro-sud.

In sette regioni è salita l’occupazione di posti letto nei reparti ospedalieri di ‘area non critica’ da parte di malati Covid, ovvero Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia. Proprio quest’ultima, arriva così a quota 14%, un punto sotto la soglia del 15%. Da segnalare anche l’ascesa dell’incidenza settimanale dei casi, con tre regioni che superano quota 100, ovvero Sardegna, Sicilia, e ben 11 che sono tra 50 e 100. Così come aumenta il tasso di occupazione delle terapie intensive Covid in 4 regioni, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e, soprattutto nel Lazio che arriva al 7%, mentre resta stabile un punto oltre la soglia d’allerta del 10% la Sardegna. Questo il quadro degli aumenti che si registrano nel Paese in base al monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che confronta i dati del 9 agosto con quelli del giorno prima. Sul piano nazionale, il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid-19, nei reparti di malattie infettive, medicina interna e pneumologia resta al 5%. Cresce, invece, quello relativo alla saturazione dei posti letto in Terapia intensiva dopo settimane di stabilità: i dati vedono una crescita dell’1% a livello nazionale, arrivando al 4%

Il rischio di entrare nella zona gialla è alto e concreto per la Sicilia e la Sardegna anche per i matematici al punto che l’andamento dei casi e dei ricoveri lascia prevedere che il passaggio possa avvenire fra appena 10 giorni per la Sicilia e fra 17 per la Sardegna. È ciò che emerge dalle analisi dello scienziato Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo "Mauro Picone" del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). La situazione sul territorio nazionale vede ancora in aumento i nuovi casi e i ricoveri in genere e, fra questi ultimi, il presidente della Federazione Italiana delle aziende sanitarie ed ospedaliere (Fiaso), Giovanni Migliore, indica che non è stato vaccinato il 90% dei pazienti in rianimazione.

Si attende intanto di poter osservare i primi effetti del Green Pass sull’andamento dell’epidemia, che potranno cominciare a essere visibili qualche giorno dopo Ferragosto, ha osservato Roberto Battiston, dell’Università di Trento e coordinatore dell’Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l’Agenas. È innegabile che il numero di casi stia salendo come pure il dato dei decessi e, accanto alle vaccinazioni, per Battiston uno degli strumenti per riportare la situazione sotto controllo è il Green Pass: "Ci aspettiamo un beneficio importante, che dovrebbe mostrare i suoi effetti dopo Ferragosto. Considerando che il provvedimento è in vigore dal 6 agosto, intorno al 20 agosto potremo dire qual è l’effetto di questo metodo di controllo".

red. int.