di Alessandro Malpelo "Ribadisco che il vaccino è fondamentale, prevenire è meglio che curare. Questi farmaci antivirali sono un buon inizio, erano attesi, e ne arriveranno altri in tempi ragionevoli". Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, è ottimista. "I problemi casomai stanno nei dettagli". Con queste terapie il Covid sarà presto debellato? "Andiamoci piano, sono risultati interessanti, ma c’è ancora tanta strada da fare. Questi antivirali mostrano una buona attività sul virus Sars-Cov2. Parliamo di un 50% di inibizioni, un 7 per cento di complicanze, zero mortalità dopo un trattamento di cinque giorni. Un’altra molecola, data in combinazione con un farmaco che conosciamo, il Ritonavir anti Aids, mostra risultati...

di Alessandro Malpelo

"Ribadisco che il vaccino è fondamentale, prevenire è meglio che curare. Questi farmaci antivirali sono un buon inizio, erano attesi, e ne arriveranno altri in tempi ragionevoli". Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, è ottimista. "I problemi casomai stanno nei dettagli".

Con queste terapie il Covid sarà presto debellato?

"Andiamoci piano, sono risultati interessanti, ma c’è ancora tanta strada da fare. Questi antivirali mostrano una buona attività sul virus Sars-Cov2. Parliamo di un 50% di inibizioni, un 7 per cento di complicanze, zero mortalità dopo un trattamento di cinque giorni. Un’altra molecola, data in combinazione con un farmaco che conosciamo, il Ritonavir anti Aids, mostra risultati anche superiori".

Tra gli scettici c’è chi sostiene che il vaccino è stato spinto per motivi economici, tenendo a freno le cure domiciliari.

"Le cose stanno diversamente. Siamo stati fortunati a trovare subito il vaccino, che si rivolge alla totalità delle persone, così puoi fare una prevenzione, e adesso abbiamo anche gli antivirali, ma la partita resta aperta. Io ho molto criticato il fatto che l’industria non abbia messo a disposizione il vaccino in tutto il mondo, finché avremo il virus libero di circolare in Africa o in Sudamerica rischiamo di trovarci nuove varianti, magari insensibili al vaccino e ai farmaci. Qui non bisogna partire da tesi precostituite".

Che vantaggi offrono questi antivirali?

"Se utilizzati in modo appropriato agiscono sull’esordio dell’infezione, ma vanno presi subito".

Quale il loro limite?

"Solo un 15% di chi è positivo al tampone sviluppa la malattia, quindi con gli antivirali, in un certo senso, noi trattiamo l’85% dei casi inutilmente. Ecco perché i pazienti vanno selezionati, ma non potrai mai sapere a priori chi si aggraverà e chi no. Dobbiamo stare attenti a fare in modo ci sia un corretto utilizzo del farmaco. In rapporto a questi due farmaci penso che non rappresentino la soluzione descritta come ’risolutiva’. Queste terapie si impiegano dopo un tampone positivo, per limitare la replicazione virale".

Ma considerando insieme vaccini, antivirali e monoclonali?

"Questa può essere una svolta, forse non quella decisiva per annientare il virus Sars-Cov2, ma un importante passo avanti questo sì".

Come lavorano queste pillole?

"Agiscono sui virus con meccanismi diversi. Molnupiravir di Merck si inserisce nell’Rna inducendo errori nella duplicazione, Paxlovid di Pfizer fa leva su una proteasi. Non levano di torno il problema definitivamente, ma si annunciano molto utili. L’ideale sarebbe arrivare ai farmaci specifici che agiscono efficacemente anche quando la malattia è instaurata".

Cadranno le tesi complottiste attorno al mondo della ricerca e della politica?

"Quelle ci saranno sempre. La gente comune ha risentito molto della pessima informazione fatta finora, invece di cercare di aiutare a comporre le divergenze di opinione c’è chi ha fatto spettacolo, evocando dubbi e paure degli italiani. Poi c’è una quota di fanatici con i quali sembra inutile parlare, perché hanno convincimenti radicati. Io stesso sono stato insultato per le mie considerazioni sui vaccini. Bisognerebbe favorire la crescita di una cultura scientifica nella nostra società partendo dagli anni della scuola".

Cosa possiamo fare per sensibilizzare gli irriducibili?

"Occorre ricordare loro le precauzioni da prendere, con pazienza. Io stesso sono vaccinato, ma vado in giro ugualmente con mascherina e tenendo le distanze. Ricordiamo che il vaccino protegge nel 90 per cento dei casi, un dieci per cento sfugge. Ecco perché i progressi, anche degli antivirali, rappresentano un’arma in più, una volta ottenuti i processi di approvazione delle agenzie regolatorie. Gli irriducibili troveranno altri argomenti assurdi come quelli detti finora, per sollevare dubbi. Ma l’importante è evitare il sovraffollamento degli ospedali".