Tommaso Strambi uanta fretta, ma dove corri? Dove vai?". Edoardo Bennato ci metteva in guardia oltre 40 anni fa (correva il 1977, infatti, quando uscì Il gatto e la volpe). "Se ci ascolti per un momento, capirai". In realtà quella strana società aveva ben altri intenti. Ma in fondo il richiamo...

Tommaso

Strambi

uanta fretta, ma dove corri? Dove vai?". Edoardo Bennato ci metteva in guardia oltre 40 anni fa (correva il 1977, infatti, quando uscì Il gatto e la volpe). "Se ci ascolti per un momento, capirai". In realtà quella strana società aveva ben altri intenti. Ma in fondo il richiamo arrivato ieri dal Papa, in occasione della Prima Giornata Nazionale dei Nonni e degli Anziani, ripropone proprio quelle strofe. A partire dalla fretta ("vedo una società che corre, indaffarata e indifferente", osserva Francesco). Non solo. Dalla finestra da cui si affaccia per l’Angelus il Pontefice dichiara di osservare una comunità "incapace di fermarsi per rivolgere uno sguardo, un saluto, una carezza".

E in tutta questa folle corsa, ammonisce Bergoglio, finiamo per dimenticare le nostre radici. Anche perché, mette in guardia il Papa, "i nonni e gli anziani non sono degli avanzi di vita, degli scarti da buttare". Da qui l’invito a fermarsi per un momento. A ripensare una nuova alleanza "tra giovani e anziani, di condividere il tesoro comune della vita, di sognare insieme".

Che poi, in fondo, dei nostri anziani ci possiamo fidare. Mica sono il gatto e la volpe. Anzi. Con loro, davvero, "puoi parlare dei tuoi problemi, dei tuoi guai". No, non è tempo sprecato quello trascorso con i nonni. E il Papa è più che esplicito "senza il dialogo tra i giovani e i nonni, la storia non va avanti, la vita non va avanti". È una sfida culturale. Allora non perdiamo l’occasione perché sennò, "poi, te ne pentirai". E sarà troppo tardi.