Italo

Cucci

Ho difeso Antonio Conte tutta la vita. Non dico che ci volesse la stoffa di un Coppi. Solo avvocato d’ufficio per imputato vincente. In Italia conta. Stavolta gli consiglio il migliore, Cicerone. In altri tempi qualcuno avrebbe suggerito Prisco. Errore. Fosse ancora con noi – e mi manca – Peppino si sarebbe trasformato in un severo pm. Perché la colpa più grave di Conte non è tanto avere attaccato pubblicamente i dirigenti nerazzurri, accusandoli d’incapacitá, imbelli tutori del suo onore, pettegoli come talpe sporcacasa. No: lui ha ridicolizzata la Beneamata e questo il popolo nerazzurro non glielo perdonerà nonostante i buoni uffici dei tanti che dicono, "non fate drammi, questa è la Pazza Inter, ė già successo, succederá ancora, qui non ci sono i soldatini alla Di Livio, come disse Cassano, qui ci sono gli Icardi, i Brozovic...". Eppure, qui, all’ultimo ostacolo, c’è sempre la Beneamata. E tutti gli interisti l’hanno sempre rispettata. Anche i divi a pagamento. Ho battagliato con Helenio Herrera: mostrava il petto per essere colpito lui, non la “sua” Inter. Ho discusso con Mourinho, fenomeno di bravura e narcisismo: mai toccargli l’Inter. Il popolo nerazzurro li ama ancora. Ho registrato la peggior difesa: "Conte è fatto cosí...". E ti snocciolano una carriera da ribelle. Speravo che si fosse dato una calmata dopo che la Juve l’aveva confermato pur squalificato. Ma purtroppo "è fatto cosí".