Chiara Di Clemente Se non ci fosse il rischio di creare ancora più intoppi al Ddl Zan, non sarebbe male includere nell’acronimo LGBTQIA+ anche le altre lettere DNTVMCRBTIC, che stanno per "donna neanche troppo vecchia ma con ricrescita bianca tra i capelli". Già, perché nei secoli dei secoli il...

Chiara

Di Clemente

Se non ci fosse il rischio di creare ancora più intoppi al Ddl Zan, non sarebbe male includere nell’acronimo LGBTQIA+ anche le altre lettere DNTVMCRBTIC, che stanno per "donna neanche troppo vecchia ma con ricrescita bianca tra i capelli". Già, perché nei secoli dei secoli il corpo della donna vecchia con la sua "bruttezza fisica segno di un’anima tossica e diabolica – scrive Francesca Rigotti nel saggio De senectute – è stato la discarica della letteratura". Un soave esempio? "Decrepita e ammuffita come sei chiedi che cosa snervi le mie forze tu che hai nerastri i denti e la fronte solcata da rughe per la lunga vecchiaia e squallido l’ano fra natiche rinsecchite", scriveva Orazio, tra i primi ma non tra gli ultimi a randellare la femmina solo perché non più sexy procreatrice. Da che è finito il lockdown, però, e le dive del cinema son tornate a frequentare i luoghi più glamour del mondo, ecco che le medesime hanno lanciato orgogliose l’ultima, definitiva battaglia di liberazione dei diritti della donna. Libere di non ritoccarsi, libere dal trucco e dall’obbligo di parrucchiere, anche prima di un galà. Come Jodie Foster e Andie MacDowell ora al Festival di Cannes, o come Frances McDormand nella serata che l’ha premiata con l’Oscar. Jodie ha sfilato con qualche delizioso ciuffo bianco qua e là, Frances proprio spettinata in piena ricrescita tipo scappata di casa. In faccia il sorriso – denti nerastri – della vittoria, e tant’è. Sai cosa, Orazio? Il mondo è anche un paese per vecchie.