4 mar 2022

Nel birrificio che fabbrica molotov "Noi studenti siamo la resistenza"

Il racconto di Olena, informatica: "Il prof di Chimica del liceo ci ha spiegato come costruire bombe artigianali"

salvatore garzillo
Cronaca

di Salvatore Garzillo LEOPOLI (Ucraina) Bisogna entrare lentamente, la strada è piena di buche e le gomme dell’auto affondano in profonde pozzanghere di fango fresco. Questi alti capannoni diroccati in muratura, con le finestre rotte da chissà quanto tempo, una volta componevano un distretto industriale dove si produceva birra. Adesso è una delle basi della resistenza ucraina a Leopoli e le bottiglie di vetro servono per confezionare molotov. In fondo a questo labirinto di costruzioni diroccate c’è un gruppo di ragazzi che lavora alacremente, ognuno ha un ruolo preciso, non devono neppure parlare. C’è chi stappa le bottiglie, chi le riempie di liquido infiammabile, chi aggiunge polvere di alluminio e chi si occupa delle micce di tessuto. "Questo è il nostro cocktail di benvenuto per i russi", ci spiega Olena, una studentessa universitaria di 21 anni che coordina e partecipa alle operazioni. "La maggior parte di noi fino a qualche giorno fa non sapeva neppure come era fatta una molotov, figuriamoci realizzarle. Abbiamo dovuto chiedere aiuto ai nostri insegnanti di chimica del liceo per avere consigli su sostanze, quantità, miscele. Un po’ come in Breaking Bad. Ma invece di produrre droga noi difendiamo il nostro Paese". Mentre parla continua a "lavorare", in questo momento le tocca spaccare il polistirolo e scioglierlo in un bidone pieno di un forte solvente. Con un bastone di legno lo affonda e rimesta come preparasse la polenta. Sempre nello stesso verso. Dopo alcuni minuti ha una consistenza gelatinosa ma abbastanza liquida da poter essere versata nelle bottiglie con un imbuto. "Questo è micidiale, si attacca anche ai cingoli dei carri armati e li rallenta. A volte riesce anche a bloccarli. Almeno così ci hanno detto le persone a cui le abbiamo inviate nelle città dove si combatte per strada, soprattutto a Kiev. Per ora non le abbiamo ancora ...

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