La nave cacciatorpediniere Hms Defender appartenente alla Royal Navy
La nave cacciatorpediniere Hms Defender appartenente alla Royal Navy
di Lorenzo Bianchi Colpi di arma da fuoco esplosi da un jet russo d’attacco Su - 24 M e da un’imbarcazione della Guardia di frontiera di Mosca contro una nave della Nato, il cacciatorpediniere britannico "Hms Defender", al largo delle coste della Crimea. È l’ incidente più grave nella lunga stagione di tensioni fra Mosca e l’Occidente dopo l’annessione della penisola nel 2014. Secondo il quotidiano "Moscow Times" sono stati un "avvertimento" perché il "Defender" aveva superato (di tre chilometri ndr.) le 12 miglia marine che delimitano le acque territoriali della Crimea. L’aereo avrebbe sganciato 4 ordigni sulla scia della nave da...

di Lorenzo Bianchi

Colpi di arma da fuoco esplosi da un jet russo d’attacco Su - 24 M e da un’imbarcazione della Guardia di frontiera di Mosca contro una nave della Nato, il cacciatorpediniere britannico "Hms Defender", al largo delle coste della Crimea. È l’ incidente più grave nella lunga stagione di tensioni fra Mosca e l’Occidente dopo l’annessione della penisola nel 2014. Secondo il quotidiano "Moscow Times" sono stati un "avvertimento" perché il "Defender" aveva superato (di tre chilometri ndr.) le 12 miglia marine che delimitano le acque territoriali della Crimea.

L’aereo avrebbe sganciato 4 ordigni sulla scia della nave da guerra di Sua Maestà Britannica dopo che il natante della Guardia di frontiera aveva già esploso alcuni proiettili di avvertimento. Pochi minuti dopo il cacciatorpediniere avrebbe lasciato le acque di Capo Fiolent, il luogo dell’incidente. Ben Wallace, il ministro della difesa britannico, ha sostenuto invece che il "Defender" stava "attraversando acque internazionalmente riconosciute fra l’Ucraina e la Georgia" e che non è stato sparato un solo colpo.

"La nave – ha spiegato – era solo stata messa al corrente di esercitazioni di addestramento nelle sue più ampie vicinanze". A bordo del cacciatorpediniere c’era Jonathan Beale, un giornalista della rete televisiva "Bbc".

Secondo il reporter "l’equipaggio era già ai posti di azione mentre si avvicinava alla punta meridionale della Crimea, i sistemi di arma a bordo del cacciatorpediniere erano stati caricati". "Questa – è la sua spiegazione – sarebbe una mossa deliberata per fare un punto sulla Russia. Due natanti della Guardia costiera russa che stavano seguendo la nave da guerra della Royal Navy hanno cercato di costringerla a cambiare rotta. Ad un certo punto una delle imbarcazioni russe si è avicinata a circa 100 metri (328 piedi). Alla radio sono stati emessi avvisi sempre più ostili, tra i quali uno di questo tenore: "Se non cambi rotta, sparo". Abbiamo sentito alcune detonazioni in lontananza,ma si credeva che fossero fuori portata". Il capitano Vincent Owen, precisa Beale, ha confidato che il Defender "ha rilevato più di 20 aerei militari nelle vicinanze". L’Ucraina e la Gran Bretagna hanno appena firmato un accordo per realizzare assieme navi da guerra e per costruire basi navali. Secondo il titolare russo della difesa Serghei Shoigu "nel complesso la situazione ai confini con l’Europa è esplosiva e richiede misure specifiche per la de-escalation". Vladimir Putin ha rinforzato il concetto: "Non possiamo non essere preoccupati per il continuo aumento delle capacità militari della Nato vicino ai confini russi e per il fatto che l’Alleanza si rifiuta di considerare in modo costruttivo le nostre proposte per la riduzione del rischio di incidenti imprevedibili".

La Russia ha chiesto a Londra di "condurre un’accurata indagine sulle azioni pericolose dell’equipaggio del cacciatorpediniere "Defender" entrato nelle acque territoriali e obiettivo di spari di avvertimento" e ha definito l’episodio una "grossolana violazione della Convenzione dell’Onu sulle acque marine del 1982". Mosca ha convocato l’addetto militare britannico e l’ambasciatrice Deborah Bronnert "per chiarimenti" sulla vicenda.