23 apr 2022

Nave a picco, epurazioni in Marina Agli arresti l’ammiraglio Osipov

Resa dei conti nella flotta del Mar Nero. Il Cremlino: 1 morto e 27 dispersi

Il comandante della flotta russa nel Mar Nero, l’ammiraglio Igor Osipov (foto), è stato rimosso dall’incarico e arrestato dopo l’affondamento del Moskva. Lo riporta il media polacco Onet citando il portale Defence Express che scrive di una caccia ai responsabili della disfatta dell’incrociatore. I russi – secondo la stessa fonte – starebbero conducendo sopralluoghi nel punto dell’affondamento. A questo proposito, sarebbe sotto inchiesta anche il vice ammiraglio Arkady Romanov (attuale vice comandante della flotta del Mar Nero) che per ora ha assunto la guida della flotta nell’area navale di fronte alle coste ucraine ordinando un prudenziale allontanamento, a quasi 200 km.

L’affondamento del Moskva, una delle navi da guerra di maggior stazza e prestigio della marina russa, rappresenta uno smacco senza pari per Vladimir Putin. Ieri il Ministero della difesa russo ha diffuso il bilancio definitivo: un membro dell’equipaggio morto, 27 dispersi e 396 tratti in salvo. Secondo Kiev e le principali agenzie di intelligence occidentali, il Moskva sarebbe in realtà affondato in conseguenza dell’attacco missilistico attuato dalle forze di difesa ucraina.

La caccia al colpevole negli alti gradi dell’ammiragliato si spiega con la volontà del Cremlino di trovare un capro espiatorio da offrire ai familiari dei caduti e dei dispersi. La reazione contro gli ufficiali (quasi tutti vivi) ricorda quella dei parenti dei 118 membri del sottomarino nucleare Kursk affondato nel 2000 nel mare di Barents. Eloquente il silenzio del portavoce putiniano Dmitry Peskov: "Informazioni solo da Difesa e Marina,non siamo autorizzati a dire nulla".

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