Martedì 18 Giugno 2024
RITA BARTOLOMEI
Cronaca

Natisone, quel quarto d’ora fatale. Il sindaco: “I ragazzi dispersi non conoscevano il fiume”

Michele De Sabata: “L’acqua era alta sui 50 centimetri ma la corrente era vorticosa. Il ragazzo ha provato ad attraversarla ma poi è tornato indietro”. Il tentativo disperato di un vigile del fuoco

Premariacco, 1 giugno 2024 – Una trappola mortale. Il fiume Natisone a Premariacco in Friuli ha inghiottito i ragazzi con una portata che alle 15, quando ormai i tre amici erano dispersi, ha raggiunto i 250 metri cubi al secondo. Per dare un’idea: alle 13.30 la portata era di ‘appena’ 20 metri cubi al secondo.

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Abbiamo raggiunto al telefono il sindaco di Premariacco, Michele De Sabata, che sta seguendo le ricerche dei soccorritori. 

Ragazzi dispersi nel fiume Natisone in Friuli, la mappa
Ragazzi dispersi nel fiume Natisone in Friuli, la mappa

Sindaco, i ragazzi sono stati traditi dalla scarsa conoscenza del fiume?

"Sembra di poter concludere questo. Le piene del Natisone si ripetono 5 volte all’anno. Logico che quando piove al nord l’invaso si riempie in un attimo. Per 360 giorni nel fiume si fa balneazione, io stesso abito qua. Il problema è che quei ragazzi non sapevano nulla di tutto questo”.

Avete ricostruito i tempi?

"Da quanto ricostruito ad ora, i tre giovani arrivano a piedi sul greto del fiume alle 13.20. Alle 13.35 i soccorsi risultano già partiti. I primi arrivano sul posto alle 13.50”. 

Ragazzi dispersi nel Natisone, il sindaco di Premariacco ringrazia il tentativo estremo di un vigile del fuoco
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Cosa accade in quel quarto d’ora?

"All’inizio l’acqua è alta meno di un metro, sui 50 centimetri. Ma la corrente è fortissima. Il ragazzo prova ad attraversarla, ma poi torna indietro e rinuncia, il vortice è troppo violento. Così i tre amici decidono di aspettare i soccorsi. Una delle ragazze a quanto risulta non sapeva nuotare. Sono a 10 metri da riva. Si trovano di fatto su un isolotto, perché ora il fiume scorre anche a destra rispetto alla  lingua di terra. Si abbracciano, tentano di resistere alla corrente”.

I soccorritori arrivano, lanciano le corde.

"Lo fanno per tre volte. Ma non solo. Un vigile del fuoco si butta, in un tentativo disperato di salvataggio. Rischia la vita, lo recuperano a stento. La furia della corrente non permette altri interventi, nemmeno con la barca. Chi era sul ponte ha capito che non c’era più nulla da fare”.

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