Peppe De Rosa
Peppe De Rosa

Napoli, 15 settembre 2018 - Per quasi un mese pensano che abbia solo una banale sciatica. I medici lo imbottiscono di antinfiammatori, rimproverandolo di averli disturbati oltremodo per patologie tanto «banali». Ma per Peppe De Rosa, 48 anni, operaio edile di Qualiano (Napoli), quella diagnosi superficiale è l’inizio di un calvario che si conclude nel modo più tragico il 7 settembre quando muore per una sepsi dovuta alla diffusione dello streptococco di gruppo A, uno di più aggressivi. Tutto inizia qualche giorno prima di Ferragosto. Peppe, che non ha mai sofferto di particolari problemi di salute, l’ 11 agosto avverte forti dolori alle gambe e alla schiena e ha febbre. Resta a letto, i dolori sono lancinanti.

«Sono le 1,30 e sto ancora sveglio per non dare fastidio a chi dorme, soffro molto il dolore è pesante», scrive alla vigilia di Ferragosto. Qualche ora dopo i familiari lo portano all’ospedale di Giugliano dove viene ricoverato per una sospetta infiammazione del nervo sciatico. «Ho avuto mal di schiena, ho pianto come un bambino tutta la notte. E mi fa male ancora, mi hanno fatto 8 lavaggi (flebo ndr)». I medici lo dimettono, le cose non migliorano affatto. Il 17 agosto De Rosa chiama l’ambulanza, gli operatori del 118 si limitano a praticargli delle iniezioni antidolorifiche per il nervo sciatico, lasciando inevase le sue pressanti richieste di essere ricoverato. Inutile anche il ricovero del 19 agosto all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Anche qui stessa musica: si tratta semplicemente di sciatica e lo rispediscono a casa, nonostante ormai Peppe non riesca più a camminare per i gonfiori alle gambe. Identica diagnosi alla guardia medica, con corredo di un commento beffardo: «Signor De Rosa non ci chiami più per queste cose banali». Cerca di distrarsi un po’ con il suo Napoli di cui è tifoso sfegatato, ma i dolori diventano una compagnia assillante. Il 20 agosto, giorno del compleanno della moglie Lina, è l’ultimo in cui riesce a condurre una vita normale.

La notte successiva è un tormento, perde conoscenza e viene portato in ambulanza all’ospedale di Pozzuoli, dove stavolta capiscono la gravità dell’infezione. Lo intubano e lo portano in terapia intensiva da cui non uscirà più vivo: troppi gli organi compromessi dalla setticemia. Sgomente, la moglie e la figlia di De Rosa chiedono l’aiuto di uno studio specializzato e presentano una denuncia-querela. Anche il sindaco di Qualiano, Ludovico De Luca, dichiara: «Peppe è uno che, dopo una vita difficile, ha avuto anche una morte difficile, determinata forse dalla cattiva sanità». Tutte le cartelle cliniche vengono sequestrate e il pm della procura di Napoli dispone l’autopsia presso il Secondo Policlinico. L’Asl Napoli 2 annuncia. «Avviate le verifiche».