MILANO "Vi ringrazio per i sacrifici che state facendo che, certamente, sono di grande aiuto per il superamento di un periodo difficile. Mi permetto, per questo, di mettere a disposizione il mio emolumento annuo che vi consentirà di alleviare, almeno in parte, il peso della cassa integrazione. Un caro saluto". Con questa...

MILANO

"Vi ringrazio per i sacrifici che state facendo che, certamente, sono di grande aiuto per il superamento di un periodo difficile. Mi permetto, per questo, di mettere a disposizione il mio emolumento annuo che vi consentirà di alleviare, almeno in parte, il peso della cassa integrazione. Un caro saluto". Con questa lettera autografa ai dipendenti dello stabilimento Saras di Sarroch, il presidente dell’azienda di raffinazione petrolifera Massimo Moratti (in foto) ha rinunciato al proprio compenso annuo, circa 1,5 milioni, per integrare lo stipendio dei dipendenti in cassa integrazione. Saras ha adotatto a fine ottobre del 2020 alcune misure per tenere sotto controllo i costi, compreso l’utilizzo di ammortizzatori sociali per il personale del gruppo e in particolare, grazie all’accordo coi sindacati, l’avvio della cassa integrazione parziale, che hanno reso possibile un contenimento degli impatti generati dalla crisi pandemica nel mercato di riferimento. Nella raffineria Sarroch lavorano circa 1.300 dipendenti. Attualmente i lavoratori sono due giorni al mese in cassa integrazione.

Nei giorni scorsi Air Liquide e Saras hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) volto a esplorare le opportunità per ridurre l’impronta di carbonio della raffineria di Sarroch, una delle maggiori raffinerie d’Europa. Nell’ambito di questo accordo, informa una nota, le due società valuteranno la fattibilità tecnica ed economica di soluzioni per la cattura e lo stoccaggio delle emissioni di CO2 connesse ai processi della raffineria di Sarroch. Questa iniziativa è in linea con i rispettivi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di entrambe le società.