Fontana di Trevi a Roma (Ansa)
Fontana di Trevi a Roma (Ansa)

Roma, 12 gennaio 2019 - La Caritas da inizio aprile non sarà più la sola a beneficiare delle monetine gettate dentro Fontana di Trevi. Un tesoretto da non sottovalutare perchè turisti e romani arrivano a lanciare nelle acque della fontana per buon auspicio una cifra di circa 1,5 milioni di euro l'anno.

Ciò a fine marzo finirà, e da inizio aprile entrerà in vigore un nuovo sistema di impiego di quel denaro che il Campidoglio sta ancora mettendo a punto. L'amministrazione Raggi punta ad utilizzare i soldi in parte per finanziare progetti sociali, in parte per la manutenzione del patrimonio culturale cittadino. 

Inoltre la giunta M5s a fine anno rivedrà e amplierà il contratto con Acea, che già si occupa della raccolta, del conteggio, dell'insacchettamento delle monete e pulizia dell'invaso della Fontana di Trevi. La scelta dell'amministrazione Raggi però potrebbe inasprire i rapporti con la Curia, come fa intuire il titolo di un editoriale oggi su l'Avvenire: "Le monetine tolte ai poveri". L'articolo spiega: "In concreto, per la Caritas diocesana vorrà dire un taglio secco di un milione e mezzo di euro. Una decisione che porterà a ridurre o chiudere molti servizi per i più poveri. Con prevedibili ripercussioni sul clima sociale della città".

La Caritas diocesana di Roma ha espresso perplessità per la decisione del Campidoglio. Il direttore di Caritas Roma, don Benoni Ambarus a Vatican news: "C'è preoccupazione, ma c'è tutto il desiderio di continuare a collaborare con il Campidoglio. In queste ore alberga il desiderio di dire grazie ai milioni di turisti che, lanciando le monetine nella fontana di Trevi, hanno donato una marea di solidarietà. Spero di dire grazie anche in futuro a nome dei poveri".